SWAN LAKE @ TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI

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A cura di Marta Colantuoni

Se per i detrattori della danza classica il balletto a teatro equivale a due ore di tortura di fronte ad uno spettacolo vecchio e noioso, Matthew Bourne può far ricredere anche i più scettici.
Dal 13 al 23 novembre è andato in scena al Teatro Degli Arcimboldi il balletto Swan Lake, scritto e diretto dal coreografo inglese.
Dall’opera originale Il lago dei cigni Bourne prende in prestito le melodie e pochi elementi base della trama, per poi stravolgerla completamente: addio Odette, questa volta è un aitante cigno maschio l’oggetto del desiderio del giovane principe, desiderio che mette a rischio il suo titolo di erede al trono e la sua immagine agli occhi della società.
Il tema contemporaneo, il cast quasi completamente al maschile, la varietà di coreografie non solo classiche e i costumi magnifici rendono lo spettacolo appassionante, fresco e a tratti divertente.
Molti hanno voluto leggere nella trama un’allusione agli intrighi della monarchia inglese, altri trovano chiare le analogie con Il cigno nero che ha procurato l’Oscar a Natalie Portman e la citazione presente nella scena finale del film Billy Elliot (in cui un Billy ormai adulto sale sul palco nei panni del cigno protagonista) ha sicuramente contribuito alla fama di quest’opera, ma, lasciando da parte tutto ciò che è di contorno, la bravura del cast e la qualità dello spettacolo sono incontestabili per chi si intende di balletto e stupefacenti per chi alla danza non è affatto interessato.
Poco importa che probabilmente Tchaikovsky si rivolti nella tomba, staccare gli occhi dal palco è quasi impossibile.

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