STORYTELLING: LA STREGA DELLA DISCORDIA

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A cura di Nicolò Valandro

Quel dì, il sole stendeva benevolo i suoi raggi sui comignoli e sulle vetrate dei palazzi, facendo scintillare Milano di una luce brillante e spensierata. Ovunque ci si poteva imbattere in allegre combriccole di studenti che passeggiavano lungo il viale di Sant’Ambrogio, chi sfogliando un libro, chi pedalando sulla sua bicicletta, dando vita ciascuno ad un quadretto di allegria primaverile senza precedenti. Persino la Redazione di Letteratura sembrava beneficiare del clima temperato, mentre si dirigeva allo Scriptorium, come ogni mercoledì pomeriggio.  La primavera aveva ridestato nei loro cuori un’incurante gioia di vivere che tracimava da tutte le parti: sembrava quasi che nulla potesse distoglierli da quella inaspettata felicità.

Giunti di fronte al locale, si intrattennero infatti a scambiarsi amorevoli abbracci e fraterne pacche sulle spalle come ogni allegra brigata che si rispetti, dimenticando le cure e le preoccupazioni che lo studio e la vita riservava loro ogni giorno.

Sarebbero stati un autentico spettacolo di fratellanza e amicizia, se non fosse stato per un orribile accidente. La Terribile Strega della Discordia, acerrima nemica dei collettivi studenteschi e dei giornali universitari, nonché di tutte le attività umane che prevedano alla loro base il dialogo e il confronto, invidiosa di un’unione così viscerale e spontanea, decise di porre fine al quel benevolo consorzio e si prodigò perché il disappunto e la discordia la facessero da padrone, durante la riunione di  Redazione.

Mentre i giovani s’accomodavano ai tavoli, chi ordinando una birra, chi un caffè, chi un’acqua tonica e chi un piatto di nachos e formaggio, la Strega si camuffò da cameriere e con grande astuzia lasciò nel menù un piccolo opuscolo, in cui si invitava la cittadinanza a prender nota di uno dei più importanti eventi letterari del Paese: Il Premio Strega.

La Strega, infatti, essendo a conoscenza delle divergenze di gusti letterari tra i redattori, sapeva che ciascuno avrebbe parteggiato per un autore in particolare, incrinando così quel sodalizio che tanto la infastidiva. «Non appena sapranno che Elena Ferrante concorre con Nicola Lagioia e Zerocalcare» pensava tra sé e sé la Strega, pregustandosi già la vittoria «non riusciranno a trattenersi dal rilasciare a qualche commento acido sull’uno o sull’altro. Qualcuno infatti dirà che Elena Ferrante non è altro che un astuto escamotage editoriale, come non mancherà chi dirà che se hanno candidato Capossela potevano candidare benissimo anche Jovanotti, e sono certa che non verranno meno neanche gli esperti di editoria, con le loro tesi complottistiche sui grandi gruppi editoriali e loro strategie di controllo mentale. Piomberanno nel caos, quei dannati redattori!».

Queste cose meditava nell’ombra la Strega, mentre al tavolo della Redazione gli umori andavano incupendosi. Nel giro di pochi minuti la gioia e la spensieratezza che fino a quel momento avevano accompagnato i redattori sembravano svanite nel nulla. Al contrario, un astio irrazionale e sotteso ad ogni parola aveva preso il loro posto, spingendoli di secondo in secondo verso una catastrofica crisi diplomatica. C’era chi aveva preso le difese de La Ferocia e chi invece ribadiva la netta superiorità di Fabio Genovesi e del suo Chi Manda Le Onde, c’era chi sosteneva che Elena Ferrante non poteva non essere che una donna e chi, proprio per questo motivo, sosteneva che la sua trilogia non fosse altro che un Harmony alla napoletana, c’era poi chi dava prova del proprio estro denigratorio e chi, schifato da tutta quella retorica letteraria, chiedeva il trasferimento alla Rubrica Sportiva.

È in questo scenario di discordia e pugni sui tavoli che i redattori, presi da un moto di responsabilità nei confronti della testata, decisero di incanalare le loro energie in qualcosa di costruttivo: imbastire un gran torneo di recensioni letterarie!

«Nelle settimane a venire» sentenziò la Redattrice Capo, stabilendo i termini del torneo «i redattori della Rubrica si impegneranno a leggere e a recensire tutte le dodici opere in gara. Ogni settimana verrà pubblicata la recensione di un’opera, fino alla proclamazione del vincitore: solo un redattore si vedrà dunque insignito della palma di Campione dello Strega, una volta che verrà ufficializzato il verdetto della giuria».

Stabilite queste cose, i redattori si scambiarono rapidi sguardi di sfida e si precipitarono in libreria, lasciando i tavoli ricoperti di briciole e un conto da pagare. Nessuno sembrava aver preso bene la sfida, soprattutto il proprietario dello Scriptorum; solo la Strega sembrava divertita, mentre sogghignava nell’ombra, solinga…

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