Moroni.

Chi…Maroni? No Moroni.

Giovan Battista Moroni, pittore del XVI secolo, è una chimera anche per gli intenditori d’arte. I manuali odierni lo relegano in due paginette sotto il titolo “pittura della realtà in Lombardia”; eppure dietro a questa figura, oggi quasi sconosciuta, si cela un fenomeno da fior di quattrini del collezionismo e del mercato dell’arte dei secoli scorsi. Nel Settecento e Ottocento tutti lo volevano nelle proprie collezioni per questa ragione non è difficile imbattersi nelle sue opere se si visitano Londra, Dublino, Washington.

“Io sono il Sarto” a Bergamo è la mostra che ci permette di conoscere i capolavori di quest’artista nato in quel di Albino (Bergamo) nel 1522, formatosi a Brescia sotto il Moretto, trascorsa la sua vita tra la borghesia e quell’aristocrazia bergamasca un po’ provinciale che oggi possiamo conoscere nei suoi ritratti caratterizzati da un naturalismo così eccellente che più di un quadro è un’istantanea.

La peculiarità della mostra, apertasi lo scorso 4 Dicembre, è il fatto di non aver confinato tutte le opere in un unico complesso museale bensì di aver creato un percorso attraverso i più importanti luoghi culturali di Bergamo. Si comincia dall’Accademia Carrara, recentemente riaperta, ove oltre a gustare con gli occhi il “Sarto” della National Gallery di Londra, o i ”Coniugi Spini”, si possono ammirare Bellini, Pisanello, Botticelli e la crème de la crème della nostra pittura. Passeggiando per le vie della Bergamo alta si giunge al Museo Adriano Bernareggi, dove ad accoglierci vi è il Moroni pittore sacro. Infine, con un po’ di fiatone poiché siamo giunti in una delle parti più alte di Bergamo, entriamo a Palazzo Moroni ove ci attende il “Cavaliere in rosa” e sua moglie “Isotta Brembati”.

La mostra ci permette di conoscere la Bergamo di oggi in fondo non tanto diversa da quella dell’artista.

Approfittate di una bella giornata, indossate delle scarpe comode e andateci, avete tempo fino al 28 Febbraio.

A cura di Alessia Chiarenza

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