On Stage: A Milano Quattrox4 fa circo contemporaneo

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Se volessimo ridurre il circo contemporaneo ai minimi termini, probabilmente otterremmo qualcosa di molto vicino a danza, corpo, teatro. Il minimo comune denominatore potrebbe liberamente oscillare tra poesia, rischio, stupore e (dis)equilibri, concetti chiave per comprendere il circo contemporaneo, arte espressiva sviluppatasi in Francia che – grazie a lungimiranti politiche culturali d’Oltralpe – a partire dagli anni ’70 è riuscita a fare della commistione di generi il suo tratto di unicità.

Lo scorso 4 Marzo si è verificato a Milano un evento che per gli addetti ai lavori del circo contemporaneo rappresenta una grande soddisfazione. Il teatro Gerolamo di Milano ha infatti accolto la proposta artistica dell’associazione Quattrox4 programmando all’interno del suo palinsesto Trittico di Circo Contemporaneo, spettacolo a cura della stessa associazione andato in scena in occasione della riapertura del teatro dopo 33 anni di inattività e  6 anni di operazioni di restauro.

Lo spettacolo, nato dall’unione di tre creazioni work in progress, ha visto il susseguirsi di lavori di ricerca molto diversi tra loro ma accomunati da un continuativo lavoro volto alla scoperta del “contemporaneo” che, da diversi anni, tiene impegnati gli artisti coinvolti. “Camelie” di Elisa Angioni, vede dialogare una giovane donna e la sua rose Cyr; “Piani in Bilico” di Clara Storti e Filippo Malerba, crea e rende abitabili nuovi spazi sospesi; “Ovvio”, di David Diez e Tomas Vaclavek del KolektivLapsoCirk, sfida le leggi dell’equilibrio a partire da un gioco – elementare ma mai scontato – di assi e travi.

Per Quattrox4 è il primo di una lunga serie di eventi che nei prossimi due anni li terrà impegnati con la programmazione del circo contemporaneo in sale teatrali, spazi industriali e luoghi riqualificati (o da riqualificare) sul territorio milanese. Con la vittoria del bando fUNDER35 di fondazione Cariplo,  l’associazione si impegnerà a fare proprio questo: promuovere il circo contemporaneo sulla scena teatrale milanese ed elevarlo ad arte scenica a tutti gli effetti, lavorando in un’ottica di audience development che possa utilizzare il circo per avvicinare nuovi pubblici al teatro, e il teatro per far conoscere il circo contemporaneo, facendo affidamento sulla forza intergenerazionale, interculturale e drammaturgica di questa disciplina, già ampiamente riconosciuta in Europa – ancora troppo poco in Italia.

L’evento Trittico di Circo Contemporaneo, che ha riscontrato grande successo tra il pubblico a tal punto da fare sold out perfino nell’atmosfera ‘classicheggiante’ del teatro Gerolamo di Milano, l’ha ampiamente dimostrato: il circo contemporaneo piace a grandi e piccoli, siano essi artisti in erba o adulti ancora capaci di trattenere il fiato di fronte ad un equilibrio precario, un volteggio fuori asse o un gioco di corpi e nodi. Bisogna solo trovare il modo convincere le “istituzioni” che sì, il circo contemporaneo ha tutti i requisiti per andare in scena, tanto quanto una pièce teatrale, un balletto o un monologo a più voci. Che possa proprio essere l’entusiasmo del pubblico a smuovere i primi piccoli grandi ingranaggi delle politiche culturali del Bel Paese?

a cura di Gaia Vimercati

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