MILANO-SANREMO 2014: SORPRESA NORVEGIA, MEZZA DELUSIONE ITALIA

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Quattro anni che a vincere la Milano-Sanremo non è uno dei grandi favoriti della vigilia

a cura di Federica Varbella

Quattro anni che Fabian Cancellara sale sul podio, senza mai conquistarne il gradino più alto (secondo nel 2011 e nel 2012, terzo nel 2013 e di nuovo secondo quest’anno). Otto sono invece gli anni dall’ultima vittoria italiana, quella di Filippo Pozzato del 2006. La Classicissima di una primavera che, quasi al pari dell’anno scorso è stata inclemente con i corridori dal punto di vista del meteo, ha incoronato per la prima volta un norvegese: Alexander Kristoff, 26enne in forza al team Katusha.

Non un favorito ma neppure un outsider puro, basti pensare al suo palmares, certamente degno di un gran corridore (campione nazionale nella prova in linea nel 2011, bronzo a Londra 2012 su strada, oltre a ottimi piazzamenti in tutte le grandi classiche della scorsa stagione: 8° alla Sanremo, 4° al Fiandre e 9° alla Roubaix). Risultati che fanno di lui non soltanto un grande sprinter ma un uomo di fondo dotato di un eccellente spunto veloce, in grado anche di resistere al freddo, alla pioggia e al vento che hanno reso i 300 km di questa 105° edizione della Milano-Sanremo una vera e propria Odissea.1656_lampre-merida-2013

Sul lungomare della città del Festival a prendere il volo è stato questo forte norvegese che è stato in grado di mettersi alle spalle i più forti e accreditati velocisti (vedi Cavendish, Sagan e Greipel), è stato capace di resistere a tutti gli attacchi di giornata (quello di Nibali sulla Cipressa e quello di Colbrelli ai piedi del Poggio), ed è stato soprattutto colui che ha battuto uno scatenato Cancellara, che nell’attesa della volata si lascia anticipare.

Tra le belle sorprese di questa Milano-Sanremo non possiamo non citare Ben Swift, terzo al traguardo e, il primo degli italiani, Sonny Colbrelli, giunto sesto e protagonista di un attacco azzardato ma avvincente a pochi kilometri dall’arrivo. Tra le delusioni figura senza dubbio Peter Sagan (solo 10imo), dopo che aveva fatto lavorare tutto il giorno la sua squadra per chiudere sulla fuga e per portarlo nella posizione migliore allo sprint. Un altro dei grandi favoriti della vigilia, Mark Cavendish, si è dovuto arrendere alla fatica e al cattivo tempo che gli hanno spento le micce prima della volata.

Rammarico per la prestazione dei corridori italiani, fatta eccezione per Nibali che si muove da solo scattando sulla salita della Cipressa, venendo prematuramente riassorbito dal gruppo. Quella del 2014 è stata una Milano-Sanremo incerta fino all’ultimo e come consuetudine non sono mancate le polemiche, soprattutto riguardo il cambiamento del percorso a pochi giorni dal via: tolta la salita della Pompeiana era più che prognosticabile un arrivo allo sprint, che quest’anno si è giocato tra un numero davvero consistente di corridori.

Quel che è certo è che la Milano-Sanremo è l’unica tra le classiche monumento a poter risolversi con una volata tra i grandi sprinter: il Fiandre, la Roubaix o il Giro di Lombardia sono pressoché inaccessibili agli specialisti della velocità. Sarebbe quindi un peccato e forse un’ingiustizia modificare la Classicissima a tal punto da sfigurarne quei connotati che l’hanno resa nel corso dei decenni una delle corse ciclistiche più ambite per i corridori ed emozionante per i tifosi e gli appassionati del grande ciclismo.

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