LE DONNE GELOSE. GOLDONI AL PICCOLO TEATRO STUDIO

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A cura di Carlo Michele Caccamo

E’ il carnevale veneziano del 1752 a fare da cornice a Le Donne Gelose di Goldoni in scena al Piccolo Studio dal 22 ottobre al 22 novembre.

Introdotto nell’atmosfera di canali e gondole dallo scroscio di un muro d’acqua, il pubblico assiste ad una commedia caratterizzata dal sospetto, pettegolezzi ed equivoci. Siora Giulia e Siora Tonina sono le indispettite mogli di Boldo e Todero, uomini che per ragioni differenti frequentano la casa della vedova Lugrezia. Il primo per concordare quali numeri giocare al Lotto, il secondo per chiedere denaro in prestito per saldare debiti di gioco.

A questi primi due personaggi maschili si aggiunge Baseggio, un giovane che corteggia Orsetta e Chiaretta rispettivamente nipote e figlioccia di Siora Giulia.E’ però Siora Lugrezia ad essere la protagonista indiscussa di quest’opera. Morto il marito Lugrezia racimola il denaro necessario alle spese domestiche grazie alla Smorfia e all’attività di noleggio di maschere per il carnevale.

Le frequenti visite che riceve da Boldo e Todero vengono per gran parte della commedia fraintese e le costano l’etichetta di donna di malaffare. Goldoni raffigura donne accecate dalla gelosia che placheranno il loro astio per la presunta Bocca di Rosa solo in seguito a grosse vincite di denaro dei propri mariti.

La vis comica di questa produzione è data anche dalla scelta di restare fedeli al testo di Goldoni: la commedia è interamente recitata in veneziano (con sottotitoli in Italiano) e le colorite espressioni dialettali hanno più volte strappato sonore risate in platea e galleria. Degna di nota (e molto applaudita dal pubblico) è la performance di Fausto Cabra, interprete di un Arlecchino goffo servus (poco) callidus e facchino devotissimo di Siora Lugrezia.

Un’umanità spietatamente avida e preoccupata più delle apparenze che della reale situazione dei fatti quella che emerge ne Le Donne Gelose portata in scena da Giorgio Sangati (allievo del compianto Luca Ronconi). Uomini e donne che pur vivendo in un’altra epoca sono così simili agli uomini e donne che assistono alla commedia nel secondo decennio degli anni 2000.

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