Boombox meets…Peligro

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Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Peligro.

Ciao Peligro, innanzitutto grazie per l’intervista. Per presentarti ai nostri lettori ti chiedo di parlarci un po’ di te, del tuo percorso musicale e, in particolare, di chi ti ha influenzato maggiormente nell’hip-hop.

Grazie a voi per avermi ospitato. Fin da piccolo ho avuto la fortuna di essere sempre circondato dalla musica. Ho imparato ad apprezzare il Rap a 14 anni, con il ritorno del genere al grande pubblico nell’era post Articolo 31: Mondo Marcio e Fabri Fibra sono stati i primi che ho scoperto e da lì ho iniziato a studiare e conoscere sempre più a fondo questo mondo, sia dentro che fuori dall’Italia. Musicalmente, la mia maggiore influenza è quella di Macklemore e Ryan Lewis, per via del loro trasformismo e della loro ecletticità, del loro non essere mai uguali a se stessi. Questo si unisce a una grande passione per le melodie, per l’R’n’B e il grande Pop, con artisti come Alicia Keys e Sia. In questa fase del mio percorso, queste sono le mie principali influenze.

A inizio aprile è uscito il tuo nuovo disco, Tutto Cambia. Che cosa vuol dire per te cambiamento e in che modo ne parla la tua musica?

Una persona mi ha detto che il cambiamento è vita. Per me il cambiamento è uno stravolgimento di vita, che può avvenire in un istante o essere un processo lungo. Questo è ciò che è capitato a me e che mi ha dato l’impulso per scrivere il mio disco. Ho affrontato il cambiamento raccontando come mi sono sentito quando mi ha investito e come è diventato il nuovo Peligro di volta in volta, mentre le cose cambiavano.

Oltre che dai tuoi testi sono rimasto colpito dalla basi. Che lavoro di ricerca e di produzione ha richiesto?

Per questo lavoro io e i 21gr. Team, che hanno prodotto i brani, abbiamo deciso di usare un impianto ritmico tipico del Classic Rap, che è un po’ il loro marchio di fabbrica. A questo abbiamo provato ad aggiungere dei campionamenti dai grandi successi della disco e del funk e delle parti strumentali suonate in studio. Non avevamo idea di come sarebbe stato il risultato finale, ma abbiamo deciso di buttarci. Alla fine siamo riusciti ad ottenere un risultato che rispecchia perfettamente l’idea iniziale, cioè quella di fondere il classico e il moderno per creare qualcosa di nuovo.

Credo che ora come ora il rap sia il genere che riesce maggiormente a parlare alle persone, a trasmettere dei contenuti e delle novità a livello musicale e culturale. Tu che sei dentro a questo mondo la vedi così? Più in generale, qual è la tua idea di rap?

Sicuramente per la sua natura il Rap ha una fortissima immediatezza comunicativa, trattandosi di una specie di “anello di congiunzione” tra i cantato e il parlato. Essendo un genere che si rivolge principalmente ai giovani, questa immediatezza è ancora più amplificata dalla velocità con cui le nuove generazioni comunicano oggi. Forse la sua capacità di parlare così tanto alle persone è spiegabile con questi due fattori. Mi piacerebbe molto vedere chi fa Rap sfruttare al meglio questa opportunità, allargando i confini e arrivando a trattare davvero qualsiasi genere di argomento, dal più goliardico al più edificante.

Come vedi la scena rap milanese? Ti chiedo di dirci tre artisti di Milano che apprezzi e che potresti consigliarci.

Penso che la scena Rap di Milano sia molto matura, come tutta la scena nazionale. Milano, per certe ragioni, è un po’ il fulcro della musica in Italia; non necessariamente dove nascono gli artisti migliori, ma sicuramente dove prendono vita i progetti più importanti. Nella scena Rap il migliore di questa città è, a mio avviso, Marracash, il cui ultimo album è fatto veramente molto bene. Un altro milanese doc che ha sempre fatto musica ad altissimo livello è Bassi Maestro. Un terzo artista di Milano che ultimamente “sta alzando parecchio il livello” è Mondo Marcio.

So che una tua grande passione è il basket; che influenza ha nella tua vita e nella tua musica? E soprattutto, per quali squadre fai il tifo?

In realtà, più che tifare per una squadra o l’altra, tifo per il bel gioco… ma giusto per seminare un po’ di zizzania mi dichiaro tifoso dell’Olimpia Milano 😉 anche se seguo molto più assiduamente il basket NBA e, in particolare, in San Antonio Spurs. La pallacanestro è sempre stata una parte molto importante della mia vita: i miei amici storici sono i miei ex compagni di squadra. Ma soprattutto, l’etica sportiva che sta dietro la pallacanestro ha influenzato fortemente la mia vita e la mia mentalità.

A cura di Alessandro Melioli

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