I SORVINO E I BELLOCCHIO INCONTRANO I GIURATI

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a cura di Martina Franchetti

Giffoni Valle Piana – Riparte il Giffoni Experience per la quarantatreesima edizione. Nel secondo giorno di apertura dei lavori, i ragazzi dai tredici ai diciotto anni hanno incontrato quattro ospiti d’eccezione. Il Premio Oscar Mira Sorvino e il padre Paul si sono confrontati con i giurati nella prima parte della impegnativa giornata. Paul, da ex aspirante tenore qual è stato, ha regalato performance degne dei migliori palcoscenici, insieme a un ottimo italiano per ostentare con fierezza le origini partenopee. Molto più discreta e elegante nella sua timidezza, Mira, che brilla di luce propria senza sentire il peso dell’ombra del padre.

MIRA SORVINO – Famiglia talentuosa, preparata e umanamente ricca. La bella attrice, infatti, prima di entrare nel mondo del padre, quello del cinema, ha studiato la cultura asiatica e il cinese, che parla correntemente. Inoltre, si è impegnata nel sociale lavorando per Amnesty International nell’ufficio Crimine e Droga e contro il maltrattamento delle donne diventando ambasciatore di buona volontà.Figlia d’arte, insomma, ma piena di talento e voglia di fare.

I BELLOCCHIO – Nella seconda parte della giornata, Marco e Pier Giorgio Bellocchio hanno catturato i giovani cinefili. bellocchio insideBellocchio Senior è tornato a Giffoni per la seconda volta trovando un paese e una location completamente trasformati, scende gli scalini della Cittadella del Cinema che dieci anni fa, al suo passaggio nella cittadina del salernitano, era sono un disegno su un foglio di carta e un sogno per il visionario Claudio Gubitosi, fondatore e direttore artistico del GFF. Nel vederli seduti vicini non si direbbe che sono padre e figlio, diversi nel rispondere alle domande, nel gesticolare e nell’essere artisti. L’uno regista, l’altro attore, uno pacato eppure vitale, l’altro esuberante ed estroso, ma con lo stesso sangue e la stessa passione per il cinema che gli scorre nelle vene.

L’ATTORE PIER GIORGIO – Prima di incontrare la stampa e la giuria, Pier Giorgio nella mattinata si è concesso ad un confronto e quasi conoscenza molto personale di giovani aspiranti attori, registi, sceneggiatori e critici, i ragazzi di Masterclass Lab. L’attore è stato franco, quasi brutale, ma sincero e coerente alla sua onestà intellettuale. Si è spogliato dei suoi panni di attore cinematografico per mostra l’anima più pura e vera, quella dell’attore di teatro. Quell’attore che recita con ogni fibra del proprio spirito, che costruisce i personaggi seguendo le curve del proprio corpo, che sul palcoscenico vive ogni interpretazione unica e autentica nella sua irripetibilità.

IL TEATRO – Tanti i consigli per i giovani aspiranti faccendieri del mondo della settima arte. Tenacia, coraggio, tecnica, preparazione e anche un pizzico di incoscienza. Tutto fa un attore: quello che prova, ciò che trasmette, come lo trasmette, il disagio nel vestire un personaggio, l’empatia con lo spettatore e il modo in cui gestisce le emozioni che il pubblico gli trasmette, le paure. Anche una stroncatura della critica fa un attore, la sfida che suscita in alcuni e l’arrendevolezza che piega altri. E poi la voce, la sua profondità, la sua padronanza, la sua estensione, il controllo e la consapevolezza che ciascun attore, nessuno escluso, deve esercitare sullo strumento forse più importante per un interprete.

LA PLATEA – Ma il pubblico di oggi saprà percepire tutte queste sottigliezze? Tutte queste peculiarità? Il giovane Bellocchio senza ipocrisia, con una grande verve e tanta tanta passione, parla con amarezza dell’impreparazione del pubblico. Da un lato i vecchi affezionati della domenica pomeriggio che guardano passivamente senza godere dello spettacolo e dall’altro lato gli attenti al cast, ai grandi nomi, alle celebrità televisive più che alla performance. Purtroppo, al giorno d’oggi, ci lamentiamo della scarsa offerta, della carente qualità e della passata eccellenza, ma non sarà forse che c’è una certa arrendevolezza, accettazione, rassegnazione. Non sarà forse che manca, in realtà, la domanda?

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