Garrincha Loves Bologna @ TPO

924

“Scusate se vi facciamo aspettare un attimo. La cassa non è ancora pronta!”
Sono le 19, è sabato sera e a parlare è un uomo barbuto dietro ad un cancellata che si rivolge ad un nugolo di persone che stanno assiepando l’ingresso del TPO, il Teatro Polivalente Occupato, storico centro sociale di Bologna, ora con sede nei pressi della stazione. Un po’ alla volta iniziano ad arrivare dei gruppetti di persone, non persone qualunque. “Loro li facciamo entrare, sapete sono gli artisti”. C’è Maurizio Carucci degli Ex-Otago, poi arrivano tre ragazzotti mezzi imbacuccati, sembrano avventori qualunque. Invece pare di riconoscere tra quei volti Francesco De Leo de L’Officina della Camomilla. Tempo di fare i collegamenti elettrici e la spia sulla cassa si accende. Si aprono i cancelli, inizia il Garrincha Loves Bologna, la festa ufficiale dell’etichetta indipendente di Bologna.

Il TPO non è un luogo qualunque, è la casa della Garrincha Dischi. Nato come centro sociale durante le occupazioni degli anni ’90, dieci anni fa il TPO ha cambiato sede e si è trasferito regolarmente in uno spazio ristrutturato e perfettamente organizzato alle porte del centro. La factory però mantiene la vocazione originaria grazie alla polivalenza culturale delle iniziative supportate. Il TPO è luogo di impegno collettivo e lo si capisce fin da subito dallo striscione all’ingresso “no tornelli, no manganelli” come decisa presa di posizione verso i fatti avvenuti la scorsa settimana nella biblioteca 36 di via Zamboni, cuore dell’università e della cultura giovanile bolognese, con eco mediatico nazionale. Il TPO è davvero uno spazio unico dove le arti si fondono e dove si respira un clima di amicizia e accoglienza, tra un cartellone che promuovere la Radio Welcome Refugees e il bar gestito dalle squadre sportive che qui hanno sede. Questo è il posto ideale per una festa condivisa. E la Garrincha non poteva non sceglierlo.

L’inizio dei live è programmato per le 8 e puntuali si presentano sul palco Edo e i Bucanieri con il loro pop/folk fresco e leggero. “Questi sono i giorni più belli della nostra vita” canta Edo, tra una canzone spensierata e un omaggio ad Amedeo Minghi con balletto di tutta band. E c’è da credergli perché nonostante l’orario sono già un centinaio le persone sotto al palco. I ritmi di questo festival sono serratissimi e l’organizzazione della Garrincha impeccabile. Due sono i palchi dove si dividono gli artisti, decine i tecnici che preparano accuratamente ogni set. Un timer accanto al palco segna il countdown tra un live e l’altro. Sembra il timer di una bomba ad orologeria, disinnescata ogni volta dalla bomba successiva. Eppure non c’è frenesia, ci si sente liberi e gioiosi, come alla festa di un gruppo di amici che ti sembra di conoscere da tanto tempo perché le loro canzoni sono state le colonne sonore dei momenti che hanno fatto la tua vita. Edo e i suoi bucanieri non fanno in tempo a finire di cantare che Anna Viganò, meglio nota come Verano, prende la sua chitarra acustica in mano e chiama a raccolta il pubblico. Non ci sono divisioni, non ci sono spazi separati, non ci sono protagonisti da una parte e spettatori dall’altra. È un party che vuole celebrare tutti. Capita così che il tizio che sta sorseggiando una birra accanto a te prenda il microfono di Verano e duetti con lei per le ultime due canzoni piene di pathos e di amore di Freak Antoni. Il ragazzo in questione è Liede, Francesco Roccati di Torino, professione cantautore.

“Maurizio, Olmo per favore una foto!” I fan non mancano mai, amati e odiati dagli artisti, discepoli fedeli di una religione fatta di suoni. Gli Ex-Otago sono il nome grosso di questo party Garrincha e molti dei presenti sono qua appositamente per loro. Per quanto Maurizio e soci si mescolino senza problemi tra il pubblico che assiste prima a Io e la Tigre, un duo femminile di rock scatenato composto da Aurora e Barbara, poi alla perfomance tutta dance dei Keaton, band di Carota dello Stato Sociale, che insieme a la Rappresentante di Lista invitano tutti a muovere il culo, la loro presenza non passa inosservata. Il loro ultimo album “Marassi” ha spaccato, lanciandoli in rotazione nella maggior radio nazionali e rendendoli uno dei nomi grossi dell’indie italiano. Quando parte Awake di Tycho e le luci si spengono si capisce che è il loro momento: 60 minuti precisi, prima di lasciare il posto a L’Officina della Camomilla per il live che inaugura il loro tour in acustico.

Si parta con “Marassi”, ci si perde un attimo con qualche chicca d’annata come Figli degli Hamburger o la versione tutta ligure di The Rhythm of the Night di Corona, pezzo lanciato dai ragazzi di Genova ben dieci anni fa, per chiudere con le loro hit che hanno spopolato in questi ultimi mesi. Dal lontano 2002 ne hanno fatta di strada gli Ex-Otago, ma la loro forza risiede nel fatto che rimangono sempre gli stessi, legati al loro Mare, al loro quartiere Marassi, alle bellissime spiagge liguri vissute in compagnia di amici spagnoli in sere d’estate, con i compagni di sempre in prima fila in questa notte bolognese a incitare Francesco Bacci, il chitarrista, a lanciarsi nella folla. E su Gli Occhi della Luna, prima del gran finale con I Giovani d’Oggi e Cinghiali Incazzati, il lancio avviene. La folla non si apre, regge e sostiene l’urto.

garrincha tpo otago

Come ogni festival che si rispetti, al TPO la musica la fa da padrona ma il vero spirito con il quale ci si ritrova è quello della condivisione, tra una birra tra amici e una sigaretta accesa mentre si discute dell’ultimo esame andato male. Capita di beccare Bebo dello Stato Sociale saltare giù da un palco dopo aver fatto i collegamenti e un attimo dopo di vedertelo accanto a bersi qualcosa. I fatti del 36 salgono sul palco insieme ai Punkreas, quando una ragazza elegante e determinata lancia un appello energico contro la violenza dei giorni precedenti. All’una, dopo quasi cinque ore di live no stop e la perfomance imprevedibile de I Camillas, il TPO è ormai imballato di gente per il gran finale. Con la super band della Garrincha, gli All-Stars, formata da membri dei The Bluebeaters, Lo Stato Sociale e COSTA! si ripropongono in chiave reggae alcune chicche di Battiato e Dalla e si dà il là al dj set del duo Bebo&Albi de Lo Stato Sociale, i Teppa Bros, che fino a notte fonda fanno ballare migliaia di persone con i loro pezzoni smuoviculo. C’è chi si avvicina al bancone del bar, per chiedere qualcosa per darsi un po’ di tono. “Niente energizzanti qua” fa la barista. E ha ragione, basta infatti girarsi verso il palco per darsi la carica.

Da lì in poi le sensazioni si fanno più offuscate e più i ricordi più fluidi, nonostante l’energia dei presenti sembra non voglia finire mai. Un po’ alla volta, quando la notte inizia a scendere verso il giorno, gruppi di persone si incamminano verso il centro salutandosi e abbracciandosi, dandosi appuntamento agli impegni di routine dei giorni seguenti. Tante le storie da raccontare, troppe le emozioni emerse. Come sempre lasciamo che sia la musica a parlare, in attesa del prossimo party targato Garrincha.

garrincha tpo

A cura di Alessandro Melioli

Commenti su Facebook
SHARE