Uscito il 22 Novembre 2017 negli Stati Uniti e presente in questo periodo nelle nostre sale, L’ora Più Buia (The Darkest Hour in lingua originale) è uno dei film che più è riuscito ad aggiudicarsi nomination dall’Academy.

La pellicola diretta da Joe Wright, regista inglese il cui nome ci è già noto per film come “Orgoglio e Pregiudizio”, “Anna Karenina” e per la co-direzione della ormai famosissima puntata di Black Mirror “San Junipero & Nosedive”, si colloca nel genere biografico/storico a cui certo non mancano i momenti comici adatti a far emergere la controversa e carismatica personalità che Winston Churchill possedeva. L’ora Più Buia riesce a creare un filo conduttore con un altro importantissimo film uscito nel 2017: Dunkirk di Christopher Nolan che racconta l’evento realmente accaduto nel 1940 durante la Seconda Guerra Mondiale, in cui migliaia di soldati alleati si ritrovarono prigionieri nella stretta tedesca sulla spiaggia francese di Dunkerque dopo l’avanzata dell’esercito nazista. Nolan, nel suo film, prende in considerazione il punto di vista dei soldati inglesi e francesi e delle imbarcazioni civili che furono incaricate di aiutare a evacuare l’esercito intrappolato sulla costa.

Anche in L’ora Più Buia l’avvenimento di Dunkirk gioca un ruolo cruciale, ma Joe Wright, a differenza di Nolan, ce lo propone affrontato da Winston Churchill in prima persona.

Siamo infatti nel 1940, Neville Chamberlain è appena stato costretto a dare le dimissioni e Churchill viene nominato nuovo primo ministro inglese. Il peso che egli ha da portarsi sulle spalle è grande, la guerra è ormai in corso, l’esercito francese stremato e Hitler sempre più potente nella sua ascesa. In questo clima turbato e turbolento a Churchill spetterà prendere un’importante decisione, sarà questa l’ora più buia che Churchill sarà costretto a vivere: negoziare una pace con la Germania e venir meno ai principi di libertà che sorreggono il Regno Unito o attaccare militarmente i nazisti rischiando il tutto e per tutto.

A portare sul grande schermo Churchill è Gary Oldman, pluripremiato interprete che ancora una volta, anche se sotto tonnellate di trucco, riesce a garantire una performance mozzafiato. Il Churchill di Oldman è sprezzante, dinamico, tanto amato da un lato e tanto odiato dall’altro, anche a causa del suo vizio di bere che non lo abbandonerà mai per tutti i 120 minuti di pellicola e che non farà altro che aumentare la diffidenza nei suoi confronti e rafforzare gli avversari interni al suo stesso partito.

Grazie alla propria arte oratoria e all’attenzione che Churchill dà all’opinione pubblica, il primo ministro riuscirà finalmente a conquistare la fiducia dei suoi colleghi e una speranza aprirà il varco all’ancora lungo cammino che li condurrà alla vittoria della guerra.

Il film è lineare, ha un andamento semplice e impeccabile, chiaro nei dialoghi e nelle riprese vuole dare un quadro pulito ed essenziale di ciò che successe a livello politico nel Regno Unito nel 1940. In quanto film biografico (se si conoscono gli avvenimenti storici presi in esame), non presenta particolari colpi di scena e non riesce a creare una suspense palpabile, ma il regista è perfettamente capace di catalizzare l’attenzione sul personaggio di Churchill, costantemente indeciso nella scelta migliore da fare per il suo popolo, dubbioso e a tratti impotente ma pur sempre fiducioso che il suo paese riuscirà ad averla vinta contro i nazisti.

L’Academy ha pensato di premiare il film di Joe Wright con ben sei nomination agli Oscar del 2018,  in particolare per:

  • Miglior film
  • Miglior attore protagonista – Gary Oldman
  • Migliori costumi – Jaqueline Durran
  • Miglior fotografia – Bruno Delbonnel
  • Miglior scenografia – Sarah Greenwood, Katie Spencer
  • Miglior trucco – Kazuhiro Tsuji, David Malinowski, Lucy Sibbick

Quest’anno in gara a contendersi gli Oscar ci saranno moltissimi film meritevoli, alcuni che godono un po’ troppo della sopravvalutazione dei gusti dell’Academy, e altri che purtroppo non sono stati presi in considerazione neanche per una nomination. In questo clima di mistero su chi porterà a casa cosa un fatto è certo: L’ora Più Buia le sue sei nomination in queste categorie se le è meritate tutte,e ora non resta che aspettare il 4 Marzo e vedere se questa pellicola verrà davvero premiata fino in fondo.

 cura di Giorgia Agati

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