On Stage: Così Tanta Bellezza – Corrado Accordino approda al Libero

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Scritto, diretto e interpretato dall’attore, regista e drammaturgo Corrado Accordino, “Così tanta bellezza è un monologo fluido e intenso che, dopo il successo delle prime date al Teatro Binario 7 di Monza, approda al Libero di Milano dal 21 al 27 Novembre.

Il testo, di grande potenza espressiva, è un flusso di pensieri che ininterrottamente trascina lo spettatore in quella montagna russa che è la riflessione sulla vita, sulla bellezza, sul tempo.

Il protagonista e narratore non è che un normale padre di famiglia, presumibilmente proveniente dalla media borghesia, che su un palco quasi del tutto spoglio inizia a raccontarsi. La sua è una realtà placida, ordinata, banale. Tutto rientra in uno schema ben preciso, tutto è dove deve essere.

Moglie, figli, lavoro, hobbies…il quadro è completo, non manca nulla. Ci sono però delle zone d’ombra, le quali iniziano ad emergere sempre più evidenti man mano che la descrizione di questa vita pseudo-perfetta inizia a farsi soffocante, vuota.
Vuote sempre più diventano infatti le parole pronunciate, le scelte quotidiane inutili e forzate, la routine familiare e lavorativa.

Quelle che inizialmente erano le piccole certezze giornaliere a cui aggrapparsi per andare avanti diventano improvvisamente una prigione soffocante di pensieri, parole e azioni che non hanno alcun significato, alcuna bellezza.

L’unico modo per smettere di mentire a se stessi costruendo castelli di sabbia è liberarsi dalle sovrastrutture mentali imposte dalla società, le quali spingono a desiderare anche ciò che non si vuole veramente, in una spirale di perenne insoddisfazione.
Per liberarsi è necessario dire la verità, o meglio, dirsi la verità. Il coraggio di vivere una vita imperfetta ma reale è la chiave per recuperare la memoria di una bellezza che può essere totalmente appagante senza secondi fini, come le orchidee della vicina di casa.

Il monologo di Corrado Accordino riesce a esprimere, con ironia e delicatezza, pensieri su cui tutti ci arrovelliamo ma che poi tendiamo a soffocare per non sentirci persi nel marasma, nel caos totale e disordinato della vita.
La gestualità, estremamente accurata, fa da contrappunto a questo testo di grande spinta poetica il quale ricorda, a tratti, le tematiche pirandelliane di “Uno, nessuno e centomila” e di “Il fu Mattia Pascal”.

Il ritmo incalzante delle parole, dei gesti e della musica sul palco buio illuminato solo da fasci di luce, riescono a rivelare la bellezza della libertà nella verità.
E gli spettatori escono dalla sala sentendosi meno soli e con il cuore un po’ più leggero.

A cura di Martina Mucciariello

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