BRUNO MUNARI 1907-1998 MG

700

A cura di Jgor Ognibeni

Categoria farmacoterapeutica: poliedrico progettista milanese(ora diremmo “Designer”), intellettuale a 360°, risolutore di problemi, pedagogista, artista avanguardista, probabile reincarnazione di Leonardo Da Vinci.

Principio attivo: Futurismo 10 mg, Avanguardismo 30 mg, Analiticità 30 mg, Ironia 15 mg.

Eccipienti: Marinetti, Riccardo Ricas Castagnedi, Leonardo Da Vinci

Composizione quantitativa: sterminata produzione di opere di design, progettazione, arti visive nonché 60 anni di redazione di libri, che spaziano dall’arte alla didattica per bambini, passando per un paio di opere cinematografiche d’avanguardia.

Composizione qualitativa: Munari è come l’aspirina: medicamento all’apparenza semplice, derivante da una ricetta antichissima, capace di curare la gran parte dei problemi di salute, le cui qualità non sono state ancora del tutto scoperte e analizzate. Egli ha rappresentato una convergenza di sapere, una massa critica di preparazione – non solo tecnica – tesa ad esplodere in ogni campo, la personificazione di un pensiero evolutivo.

Il talento di Munari è l’incomparabile capacità di analisi, figlia di una maieutica ragionata e raffinata, unita ad una predisposizione quasi naturale per la progettazione e la strutturazione del pensiero. Una capacità che, applicata, permette di spaziare tra tematiche e realtà poste su piani diversi,  di disegnare i loro profili in un unico quadro ricco di sfumature, digressioni, prospettive, sovrapposizioni, senza però confonderle. La potenza intellettuale di Munari si riscontra infatti con evidenza nella chiarezza espositiva, nella  semplicità non lineare, nella ricchezza delle sue teorie.

Colpisce poi l’innata capacità di argomentare senza ricorrere solamente alla scrittura, sfruttando una originale fusione alchemica di disegni, fotografie, parole, forme. Così   questo suo linguaggio risulta più penetrante, più ricco e paradossalmente più semplice da comprendere rispetto a quello dei suoi contemporanei più illustri. Si potrebbe infatti riconoscere in esso una sorta di versione avanzata della comunicazione, capace di trasmettere magicamente concetti, anche complicati, senza sacrificare la  sintesi alla chiarezza.

Munari è riuscito, anche attraverso le sue opere letterarie,  a traghettare i fondamenti del pensiero progettuale classico verso ogni  ambito, artistico e non, al quale ha avuto modo di contribuire, attuando una compenetrazione di linguaggi e conoscenze fecondissima. Leggere Munari significa nuotare nella contingenza tra il Design e la realtà attuale, tra l’astratta creatività ideale e la concreta strutturazione della materia. Un’esperienza al limite della illuminazione mistica, che rinfranca lo spirito perché attinge ad una sapienza allo stesso tempo antica ed attuale, la quale si materializza sotto la forma di umanità più apprezzabile: quella del progresso intellettuale. Se avete curiosità di capire il Design, o meglio, i pregi della progettazione e delle sue applicazioni, di scoprire perché è considerata “l’Arte Applicata” più importante di questi due ultimi secoli, del motivo per cui il Fuori Salone richiama ogni anno centinaia di persone, non dovete fare altro che leggere Munari.

Indicazioni: Assumere nei momenti di assenza di idee o in quelli dove v’è esigenza di creatività strutturata.

Prodotto consigliato:  “Arte come Mestiere” di Bruno Munari, Editori Laterza, 2009

Commenti su Facebook