Boombox meets…Veronal

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In vista del live di giovedì 14 gennaio allo Zog di Milano, abbiamo avuto la possibilità di scambiare due parole con Veronal.

Cantautotrip – Electrovintage è come hai scelto di definire la musica che produci. Come convivono le anime del cantautorato e del vintage elettronico?

A parer mio molto bene! Sarei pazzo altrimenti.. Sono fermamente convinto che esistano solo due tipi di brani, quelli belli e quelli brutti. Usare beat da 808 e sample della prima metà del secolo scorso, sono un abito che veste bene solo se sotto c’è una bella canzone.

Hai vissuto esperienze live importanti, che ti hanno visto sul palco con grandi del punk come Marky Ramone. Cosa hai portato a casa da questi momenti?

Sicuramente ricordi ed emozioni impossibili da cancellare, imparando nel frattempo che umiltà, attitudine e professionalità, sposano sempre personaggi di autentico spessore.

Cantautotrip Mixtap vol. 1 contiene sia tuoi brani che remix di brani di band come Green Day e Pixies. Come lavori ai tuoi remix e da cosa deriva la scelta di alcune canzoni piuttosto che altre?

La scelta ricade sempre su artisti e brani che hanno giocato ruoli fondamentali nella mia formazione musicale, detto questo, non seguo né una regola, né un metodo, ogni canzone è un mondo a sé stante. Nel caso di un remix o di un mash-up, una volta intuita l’idea, stravolgere tutto facendo tesoro di coincidenze di imprevisti, è quello che a mio avviso rende magico e speciale ciò che non è altro che un tributo.

Le influenze che ritroviamo non sono solo musicali, ma anche cinematografiche e letterarie: hai una predilezione per il genere “noir”. Cerchi di trasportare atmosfere e immagini di questa tua passione nei testi?

Consciamente o inconsciamente, ognuno di noi colora ciò che fa attingendo da quel che più l’ha influenzato. Applicando la legge della conservazione della massa per la quale: “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.” Non faccio altro che shakerare gli stili, le immagini e i concetti che più mi hanno colpito, per servire a me stesso e agli altri un drink del tutto nuovo, cercando sempre nuovi ingredienti e nuove combinazioni. Così nascono i miei testi, nei quali si possono trovare tracce di Alfred Hitchcock, come di Neil Gaiman o di tante altre figure che mi appassionano.

Le tue performance toccano i generi più diversi: dall’ unplugged, al Live-set fino al Dj-set. Cosa dobbiamo aspettarci per il live allo Zog?

Toccando generi diversi, penso sia normale proporre performance differenti. Sono convinto ci sia un momento per tutto, uno per chiudere gli occhi, uno per buttarsi nel pogo e uno per ballare fino al sorgere del sole. Giovedì sera allo Zog, canterò le mie canzoni accompagnato quel fantastico chitarrista che è Martino Groppi, e vi racconterò del “Cantautotrip Mixtape Vol.2” in uscita per la fine del prossimo mese. Non vedo l’ora!

A cura di Francesca Bonfanti

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