21 PILOTS @ PIAZZA DUOMO PER MTV EMAS + AFTERTSHOW DUMBO GETS MAD @ SPAZIO COBIANCHI

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A cura di Carlo Casentini, Carlo Michele Caccamo, Margherita Rho

Le migliaia di persone che la sera di domenica 25 ottobre hanno riempito piazza Duomo per ballare Afrojack e Martin Garrix sono tornati a casa con in mente il nome di un altro duo: 21 Pilots.
Tyler Joseph (voce, tastiera, basso e tamburello) e Josh Dun (batteria) hanno infuocato il pubblico milanese suonando alcune canzoni del loro ultimo album Blurryface.
Sonorità nuove che oscillano tra il reggae e un alternative hip hop caratterizzato da uso massiccio di sintetizzatore e un flow vario e convincente.
L’intera performance è risultata particolarmente riuscita grazie alla forte presenza scenica del cantante che, indossando passamontagna, maschere e cambiando più volte d’abito, ha eseguito i brani prima in mezzo al pubblico poi sopra un traliccio di una decina di metri, trasmettendo così un’energia travolgente.
Le sei canzoni con le quali la band si è esibita includono anche il loro ultimo singolo “Tear In My Heart”, pezzo filmato e trasmesso da MTV che ha permesso a un pubblico mondiale di godersi l’atmosfera di allegria e meraviglia creatasi nel cuore di Milano.
Nel frattempo una situazione completamente diversa prendeva forma in un luogo così vicino ma così lontano a musica e mood: così appariva il meraviglioso spazio Diurno Cobianchi rispetto a una quanto mai gremita piazza del Duomo, conquistata dagli EMA.
In questa sorta di oasi, forse fin troppo tranquilla, si sono esibiti i Dumbo Gets Mad, per quella che è stata una delle ultime date organizzate dai ragazzi di Elita al Cobianchi in concomitanza di Expo.
Il gruppo psych-rock originario di Reggio Emilia, ha raggiunto ormai un discreto seguito e numerosi apprezzamenti anche a livello internazionale. Oltre ad aver pubblicato due album con la Bad Panda Records (Elephants at the door e Quantum Leap), gli emiliani hanno suonato con artisti di livello internazionale quali Neon Indian e The Black Lips.
Il loro live al Cobianchi è stato esattamente ciò che ci si può aspettare da un gruppo che ha fatto della psichedelia il proprio marchio: veli di paillettes sul viso, luci soffuse, voce ipnotica e tanto, tanto delay. Ma i Dumbo hanno comunque saputo stupire. Dopo una partenza un po’ fiacca, con tanti clichè e poca verve, hanno saputo dare grande energia e personalità a un genere che ne necessita indubbiamente. Presentati come la controparte italiana degli osannatissimi Tame Impala, hanno dimostrato di sapere andare oltre, con sonorità in grado di richiamare altri mostri sacri del genere (un nome su tutti: Husky Rescue).
Una performance, dunque, adatta forse più a chi ama già il genere che a un orecchio meno esperto, ma musicalmente ineccepibile e assolutamente gradevole, in una cornice forse troppo deserta ma sempre affascinante, nel cuore di Milano.

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