Youth Lagoon @ Circolo Magnolia: live report

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“Il nostro amore appena nato è già finito” cantava Mina. Basta questo verso per sintetizzare la serata in cui nel giro di un’ora e mezza abbiamo conosciuto, siamo stati affascinati e poi abbiamo salutato per sempre Youth Lagoon.

Tenteremo di consolarci ma intanto è innegabile che il concerto di ieri al Circolo Magnolia è stato un gioiellino per i (non troppi) presenti. Gli scatenati Mild High Club hanno preceduto il buon Trevor, perennemente accompagnato dalla sua inconfondibile aurea di disagio, e la sua band. È seguita un’ora abbondante che ha sfatato qualunque pregiudizio nei confronti di un artista a torto relegato a una sfera adolescenziale.

Per chi non lo conoscesse Youth Lagoon, aka Trevor Powers, è un 26enne americano che nel giro di quattro anni ha sfornato tre album, lasciando tutti piacevolmente stupiti, per poi annunciare qualche giorno fa, all’inizio del suo tour europeo, la fine del progetto che portava avanti da anni. Lapidario con un breve messaggio sui social ha annunciato: “There is nothing left to say through Youth Lagoon. It will exist no more.”

Proprio ora? Ebbene sì. Giusto il tempo di passare a conoscere per la prima volta la penisola italiana (oltre a Milano sarà il 18 a Roma e il 19 a Bologna) per poi congedarsi fino a quando non ci è dato saperlo. Eppure è un addio che non lascia l’amaro in bocca, perché l’ultimo album ha aperto nuovi mondi e le nuove canzoni live lo confermano.

Qualcosa è cambiato. YL esplora con successo territori finora non affrontati, forse più oscuri, che si allontanano dalla sua prima produzione, che l’aveva consacrato, apprezzata comunque da tutto il pubblico in sala, anche grazie ai nuovi arrangiamenti.

“I’ve reached the top of a mountain, only to then be able to see a much larger one I want to ascend”.

Forse precocemente, ma Trevor ha detto basta e ha deciso di troncare il problema alla radice e lo ha ribadito lui stesso nel suo annuncio ufficiale:

“It’s odd to realize that something you’ve created can have the power of wrapping a leash around your neck & holding you hostage.”

Resta però un po’ di nostalgia ma, se è vero che il gioco è bello quando dura poco, staremo a vedere.

“This is far from the end of my undertakings/it is the beginning.”

Arrivederci?

A cura di Giovanni Pedersini

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