YOU: la digital fashion revolution di cui tutti facciamo parte

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Il 13 ottobre si è conclusa alla Triennale di Milano la mostra realizzata dal magazine Grazia (www.grazia.it) in collaborazione con la blogger Chiara Ferragni (www.theblondsalad.com). L’esposizione, che aveva il fine di raccontare la rivoluzione digitale nel mondo della moda dagli anni ’90, aveva in realtà un unico protagonista: tu.

L’artefice di questa rivoluzione è la “me me me generation”, così vengono definiti dal TIME i millennials in una copertina del 2013 (presente nel primo pannello espositivo della mostra). I nati fra gli anni ’80 e 2000 sono estremamente narcisisti, fame-obsessed, e, grazie ai social-media, hanno le stesse caratteristiche in qualunque parte del mondo vivano. Secondo il settimanale statunitense la caratteristica che li differenzia dalle altre generazioni è la capacità di trasformare sé stessi in un brand, il cui valore viene conteggiato in “followers”.

È proprio l’opera di “personal branding” che ha portato al successo quelle ragazze che, utilizzando i blog, sono riuscite a scardinare le porte dell’alta moda. Dal condividere gli outfit con i propri followers, al sedersi ai front row delle sfilate di Milano, Parigi e New York, il passo è stato breve, o meglio, inversamente proporzionale al numero di followers!

La copertina del 2013 si potrebbe forse considerare l’evoluzione di quella (dello stesso settimanale) del personaggio dell’anno 2006: YOU. In quell’anno si voleva celebrare l’esplosione del Word Wide Web, il cui successo era determinato dalle persone che vi partecipavano: tutte quelle che, anonimamente, davano vita ai contenuti “user-generated” su Wikipedia, YouTube, MySpace, Facebook, etc.

Il salto fatto dalla me me me generation è stato di passare da “creatori di contenuti”, la cui filosofia era quella della “condivisione”, ad essere “digital influencer”, la cui filosofia è la creazione di contenuti personali, con lo scopo di influenzare i contenuti degli altri utenti. Una sorta di “egoismo digitale” che ha dato potere in mano a chi crea i contenuti “migliori”. Ed è questo l’asso nella manica delle fashion blogger: creare gli outfit migliori, delle migliori marche, in modo da catturare l’attenzione del maggior numero di click.

Le storie delle influencer più famose, da Tavi Gevinson, la più giovane, alle signore di Advanced Style, scorrono su dei tablet nella stanza centrale della mostra, esposti su due pareti di specchi, in cui il visitatore non può far altro che vedere continuamente la sua immagine riflessa, sembrano voler ricordare che il loro successo è dovuto a te. A te che con il tuo click gli hai dato visibilità. A te che hai il potere di decidere chi rendere influente con un follow o un like. A te che, comunque sia, fai parte inevitabilmente di questa rivoluzione. Quale sarà l’evoluzione della me me me generation?

A cura di Laura Facchin

 

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