Siamo ormai a fine settembre, ma le case di produzione cinematografiche tardano ancora a sfornare film che ci portino ad accorrere in massa nelle grandi sale. Questo fine settimana, però, non ci è andata del tutto male, grazie a tre film italiani che raccontano storie di donne costrette ad affrontare da sole dure realtà apparentemente più grandi di loro.

  • Babylon Sisters

In questo tragicomico family diretto da Gigi Roccati, la dodicenne Kamla si trasferisce insieme alla sua famiglia in una malandata casa popolare nella periferia di Trieste. In questi appartamenti fatiscenti quattro famiglie di etnie diverse scartano con preoccupazione l’ingiunzione di sfratto del proprietario dello stabile. Se gli uomini, determinati a non perdere le proprie case, rispondono con rabbia alle minacce del padrone, le donne del palazzo si incontrano per discutere del destino delle proprie famiglie davanti a un bicchiere di succo, riuscendo a tirare fuori doti che nessuna di loro pensava di possedere.

  • L’intrusa

Il centro ricreativo di Napoli “la Masseria” è un’oasi di felicità in mezzo al degrado e alle minacce mafiose alla città. Le mamme del quartiere portano qui i bambini per sottrarli alla criminalità e immergerli nella creatività del gioco. In questa cornice di serenità fanciullesca cerca rifugio e ospitalità per sé e i suoi due bambini Maria, giovanissima moglie di un killer arrestato per l’omicidio di un innocente. L’intrusa crea scompiglio tra gli altri genitori che la considerano il male incarnato. La scelta di Giovanna, la fondatrice del centro, è la più difficile. Chi ha bisogno di più aiuto?

  • Una Famiglia

La protagonista è Micaela Ramazzotti e accanto a lei, c’è Patrick Bruel nei panni di un compagno sfuggente e passionale, custode di un progetto visionario. I due vivono nella Roma indolente e distratta dei giorni nostri. Lui ha cinquant’anni, origini francesi e una peculiare indole compassionevole. Lei che ha quindici anni in meno, è cresciuta a Ostia con lo stesso temperamento indomabile. La coppia conduce un’esistenza appartata in un’accogliente casa in periferia, lontana da sguardi indiscreti. Ma questa quotidianità dall’apparenza così normale lascia trapelare un progetto di vita, portato avanti da lui e da lei accettato in virtù di un amore incondizionato, che prevede di aiutare coppie che non possono avere figli. Tuttavia, quando Maria intuisce di essere alla sua ultima gravidanza, decide che è giunto il momento di formare una vera famiglia, facendo prevalere un egoistico istinto materno sulla visione del compagno. La scelta si porta dietro una conseguenza inevitabile: la ribellione a Vincent, l’uomo della sua vita.

A cura di Marco Teruzzi

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