Yes Weekend: è tempo di grandi titoli

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È tempo di grandi titoli: ecco cosa trovate al cinema questo weekend.

  • T2 – TRAINSPOTTING

Vent’anni sono passati da quando Danny Boyle portò sui grandi schermi la trasposizione del primo romanzo di Irvine Welsh: fu un film scandalosamente sorprendente, che lasciò bene impresse nella memoria scene e monologhi divenuti cult. E ora? Ora sono passati vent’anni, e Mark Renton (Ewan McGregor) ritorna finalmente a Edimburgo, alleggerito di quelle celebri 16mila sterline che, tuttavia, non gli sono servite a molto. Ad aspettarlo, i soliti noti: Sick Boy (Jonny Lee Miller), che non ha per nulla dimenticato il tradimento, Spud (Ewen Bremner), che si sta sempre più trascinando verso il fondo, e Begbie (Robert Carlyle), uscito di galera e desideroso di far tornare a girare le mani. Diversamente dal precedente Trainspotting, il sequel non ha più nell’eroina la fuga dalla società tanto agognata, e più in generale non mantiene un filo conduttore con il secondo romanzo, Porno. Ma la sceneggiatura di John Hodge promette, ancora una volta, di tenervi incollati a seguire le deliranti vicende di questi nuovi quarantenni!

  • BARRIERE

Nata nel 1987 come pièce teatrale, portò il proprio autore, August Wilson, a vincere il Premio Pulitzer. A trent’anni di distanza, e forti del grande successo del revival del 2010, sono Denzel Washington e Viola Davis a portare questa drammatica storia sul grande schermo, candidata a ben quattro Premi Oscar. Troy è un netturbino di Pittsburgh, con un passato da giocatore di baseball alle spalle, che vive una relazione complicata con la moglie Rose e il figlio diciottenne Gabriel. Sarà quest’ultimo a metterlo di fronte alla pesantezza delle proprie scelte, quelle che l’anno portato a costruirsi attorno delle barriere dietro cui nascondersi. Il rapporto tra padre e figlio, da sempre punto focale della cinematografia americana, sarà questa volta solo un pretesto, attraverso il quale sondare gli aspetti più intimi della propria vita.

  • JACKIE

Sarà Natalie Portman ad impersonare l’emblematica Jacqueline Kennedy, la first lady che, forse più di tutte le altre, è rimasta impressa nelle menti e nei cuori del popolo americano. A Pablo Larraín va riconosciuto il tentativo di non aver dipinto il più classico dei ritratti biografici, ma di aver concentrato il suo intero lavoro sul fascino magnetico, sull’eleganza senza tempo e sulla rocciosa personalità di Jackie: dalla costruzione maniacale del mito di JFK, della sua presidenza così come della sua morte, la first lady ha saputo trarre linfa vitale, riuscendo ad uscire dal trauma di quella folle corsa sulla macchina presidenziale del 22 novembre 1963 con un carisma difficilmente replicabile.

  • Menzione d’onore  DAVID LYNCH – THE ART LIFE

Nell’anno del revival di una delle più seguite serie tv, Twin Peaks, esce il docu-film sulla vita dell’enigmatico David Lynch, artista e regista eclettico autore di perle come Eraserhead, Velluto Blu e Donnie Darko, nonché della serie tv sopracitata. Storia di un’anima oscura e a tratti spaventosa, che attinge a documenti di famiglia nell’elaborazione di un fedele ritratto di quello che viene riconosciuto come un dei maggiori cineasti di sempre: il suo, un lavoro ampiamente autobiografico, nel quale i sogni infantili si fondono con la macchina da presa, una passione a lungo coltivata ed inseguita.

A cura di Andrea Tenconi

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