THE SILENT MAN

Dietro ogni elezione politica si celano accordi e segreti che spesso sprofondano nell’ignoto e che rimangono all’oscuro della maggior parte della popolazione. Questo silenzio diviene famoso, quando rotto, nello scandalo Watergate; un informatore talpa dell’FBI, ricordato oggi col soprannome gola profonda, intervenne per impedire la rielezione dell’allora presidente Richard Nixon, rivelando molte delle informazioni che infossarono la sua candidatura.

The silent man, Mark Felt, esce allo scoperto solo nel 2005 togliendosi la maschera di Gola profonda durante un’intervista con Vanity Fair ed ammettendo la sua presenza dietro alla scintilla che infammò il clima elettorale di quegli anni.

Liam Nelson veste i panni di uno degli uomini più temuti degli ultimi anni, in quanto in possesso di un quantitativo esponenziale di informazioni riservate che gli hanno inoltre consentito di mantenere la sua posizione all’interno dell’organizzazione segreta.

Non un film d’azione, ma una pellicola d’investigazione dove l’occhio del regista cade spesso sull’attenzione ai dialoghi colonna portante della narrazione.

IL PRIGIONIERO COREANO

Kim Ki-Duk ritorna sullo schermo con un film di critica socio-politica sulla sua terra: “il prigioniero coreano”.

Ritrovatosi nell’altra Corea (Corea del Sud) a causa di un guasto al motore della sua barca, un povero pescatore della Corea del Nord viene sequestrato e interrogato dalle autorità del paese che lo credono una spia.  Nel periodo in cui egli verrà trattenuto là, le sue credenze sulla democrazia e sullo sviluppo di quel paese così vicino eppur così diverso da casa sua, si sgretoleranno pian piano, cedendo il passo alla consapevolezza che il progresso capitalistico che ha travolto la Corea del Sud non ha il profumo della libertà che tutti si immagino al di sopra del 38° parallelo.

Nam Chul-woo, il pescatore, rimane fedele alle sue origini ma una volta rientrato nella Corea del Nord, riceve lo stesso trattamento ritrovandosi così intrappolato fra i due sistemi.

Un film non facile che però affronta una delle temaitiche più calde della nostra epoca.

 

RAMPAGE-FURIA ANIMALE

Ogni tanto è piacevole vedere un bel film stupido; niente di impegnativo che ci permetta magari di passare la serata con amici e ridere DEL film e non PER il film. La setta dei produttori cinematografici si sta sempre più orientando verso questo genere di trashate che rifilano con qualche nome ad effetto come in questo caso con Dwayne Johnson.

Dato che fare un sequel di King Kong non ci piaceva, hanno ben deciso di far diventare un gorilla radioattivo il discendete dell’ottava meraviglia del mondo. Intimo amico di The Rock, George il gorilla, pare non essere l’unico ad avere subito certe mutazioni, e che il mondo sia in preda ad un’apocalisse animale.

L’idea del film si basa su un vecchio videogioco degli anni ’80, in cui animali giganteschi avevano il compito di demolire delle strutture, idea abbracciata con successo dal regista Brad Peyton.

a cura di Emma Giametta

Commenti su Facebook
SHARE