Un’ora e quarantacinque. Questa la durata complessiva del concerto di Willie Peyote ai Magazzini Generali di Milano venerdì 17 novembre, nona data dell’Ostensione della Sindrome Tour.
Un venerdì 17 per nulla sfortunato né per Willie, che ha ottenuto un sold out meritatissimo, né per il pubblico che è uscito soddisfatto da una serata ricca di sorprese.

Alle 21:30 salgono sul palco Frank Sativa, dj e producer di Willie, e la Sabauda Orchestra Precaria che per la prima volta ha suonato in un concerto al di fuori di Torino.
Alle 21:32, dopo un’intro strumentale, arriva sul palco il rapper torinese che inaugura la serata con Avanvera, primo pezzo del nuovo album Sindrome di Tôret e primo pezzo in scaletta della serata.

La serata procede bene con un mix di pezzi degli ultimi tre album (Non è il mio genere, il genere umano; Educazione Sabauda; Sindrome di Tôret) e tra suggerimenti sull’outfit giusto e canzoni su amor sacro (Willie Pooh) e amor profano (Ottima Scusa), c’è spazio anche per ricordare le storie di Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi e Carlo Giuliani con una versione a cappella di 1312: “Don’t clean up this blood” / Quel sangue non va via / Polizia di Stato / Stato di Polizia”.
L’accompagnamento dell’orchestra sabauda è davvero di grande impatto e rende indimenticabile una serata che già di per sé ha regalato molte emozioni.

Se qualcuno è rimasto meravigliato del fatto che Dutch Nazari non sia salito sul palco per cantare la sua strofa in C’hai ragione tu, Willie Peyote si è fatto perdonare quando, a sorpresa di tutti, ha chiamato sul palco il suo compaesano Ensi per interpretare insieme Nessuno è il mio signore, brano che nella versione originale vede anche una strofa di Paolito, che per l’occasione è stata reppata da Ensi.
willie peyoteIl live va avanti con Frank Sativa che ci ricorda che siamo pur sempre ad un concerto rap e fa partire la base di Interludio.

Verso le 23 Willie canta i suoi due “finti” ultimi pezzi: prima uno dei suoi pezzi più coinvolgenti, C’era Una Vodka, poi E allora ciao. Dopodiché fa la sua uscita dal palco.
Il pubblico inizia a intonare il coro “Se non canti l’ultima noi non ce ne andiamo” ed ecco tornare alle postazioni prima Frank Sativa, poi l’orchestra e infine Willie Peyote che regala al pubblico gli ultimi tre pezzi della serata.
Il primo è Vendesi, a detta del rapper il suo pezzo preferito dell’ultimo album.
Il secondo è Oscar Carogna, pezzo molto potente cantato con la solita “fotta” che contraddistingue Willie quando è il momento di portare live questa canzone.
Ma quando tutti erano preoccupati che Willie avesse tolto dalla scaletta il suo pezzo migliore, ecco che chiude il concerto con l’immortale Che bella giornata.

Infine Willie e la sua troupe hanno salutato i Magazzini augurando a tutti di aver avuto una “bella giornata” e hanno lasciato il palco, dopo aver regalato una gran serata ai milanesi e non, presenti.

Insomma, citando il rapper sabaudo, probabilmente Willie Peyote non sarà mai il migliore ma di sicuro è l’eccezione, una splendida eccezione, che serviva tanto alla scena musicale italiana: “Sono il rapper che aspettavi / sono il rapper che serviva”.

A cura di Cristina Morgese e Luigi Minerva

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