#VoxTiStrega: verso il Premio Strega 2016

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È un anno importante, questo, per il premio Strega. Non solo perché il 2016 segna la settantesima edizione del nostro premio alcolico-letterario preferito, benché la celebrazione sia sicuramente di quelle importanti; piuttosto, perché la “famiglia Strega” si è ulteriormente allargata e perché – per quanto riguarda il premio principale – sono state apportate delle modifiche piuttosto importanti al regolamento, alla serata della consegna del premio, e in generale anche al modo in cui lo Strega si presenta al pubblico.

Per quanto riguarda le nuove variazioni del premio, l’ultimo nato è il Premio Strega Ragazze e Ragazzi, assegnato a due libri per bambini, uno dai 6 anni in su e uno dagli 11 in su; i riconoscimenti sono stati consegnati durante la Bologna Children’s Book Fair rispettivamente a Susanna Tamaro e a Chiara Carminati, segnando l’inizio della stagione dei premi, che si chiuderà l’8 Luglio con lo Strega “classico”.

E proprio tornando a parlare della versione classica, riprendiamo le novità e partiamo dall’ultimo punto che ho menzionato, che forse è il più triviale (ma anche no): il sito dello Strega. Chiunque abbia seguito negli ultimi anni il premio ricorda la terribile interfaccia, scura, piuttosto triste, poco facile da navigare. Ora è tutto nuovo, la consultazione è facile, cercare informazioni è diventato un piacere; alla Fondazione Bellonci devono essersi resi conto che la strada per il cuore dei lettori, e non soltanto quelli più giovani, passa anche attraverso una comunicazione chiara e piacevole. Un pensiero che, sempre risalendo il nostro elenco, probabilmente ha seguito l’intuizione di dover rinnovare (almeno un pochino) anche la consegna del premio: e quindi arrivederci ninfeo di Villa Giulia, sede storica, e benvenuto Auditorium Parco della Musica, sempre a Roma.

Infine, le modifiche al regolamento. Quest’anno, una volta passati al vaglio i voti degli Amici della Domenica e di tutti i vari aventi voto, al momento della selezione della cinquina finale ci sarà da tener conto del nuovo articolo 6 del regolamento, che dice: “Se nella graduatoria dei primi cinque non è compreso almeno un libro pubblicato da un editore medio-piccolo (così definito secondo la classificazione delle associazioni di categoria e le conseguenti valutazioni del comitato direttivo), accede alla seconda votazione il libro (o in caso di ex aequo i libri) con il punteggio maggiore, dando luogo a una finale a sei (o più) candidati”.

Questo cambia radicalmente le carte in gioco; in anni recenti questa nuova regola avrebbe sparigliato tutti i pronostici, e probabilmente lo farà quest’anno, anche se avrà un suo peso non indifferente l‘assenza di Einaudi e Feltrinelli nella dozzina (avendo le due case editrici preferito non partecipare, la prima per tirare il fiato dopo le ultime edizioni vinte e prepararsi all’anno prossimo, la seconda in dichiarata polemica col premio, nel tentativo di sollecitare un cambiamento più drastico nel regolamento, per non far “concorrere sempre gli stessi soggetti editoriali”).

Al momento la dozzina è divisa esattamente a metà tra grandi gruppi e medio-piccoli editori; a vedere i candidati, verrebbe da dire che forse non sarà necessario il ripescaggio e che almeno un paio di titoli con la schiena abbastanza larga da reggere l’inserimento in cinquina c’è. Oltre ad alcuni soliti noti (minimum fax, Neri Pozza, e/o, editori ormai più “medi” che “piccoli”) c’è la grande incognita della Nave di Teseo, che è entrata sul mercato e nel premio a gamba tesa, c’è Tunué e il suo progetto editoriale che di anno in anno cresce e riceve conferme, c’è Voland che punta su un autore italiano ed esce momentaneamente dai confini sicuri della letteratura slava. Sono outsider, ma con un programma dietro che permette ai candidati di avere una forza forse superiore a quanto si potrebbe pensare, soprattutto quest’anno in cui ancora manca un candidato che raccolga consensi omogenei.

E noi di Vox? Noi, come al solito, siamo Stregati e vogliamo Stregarvi. Per questo procederemo col nostro TotoStrega: leggeremo tutti i libri in dozzina, ne parleremo, li elogeremo o li distruggeremo, e poi compileremo in nostri pronostici, perché in fondo il bello dei premi è anche scommettere su chi vincerà, tifare, giocare. Ed è anche un modo come un altro per avvicinare i libri a tutti e continuare a sostenere che leggere è bello, e divertente. E quindi seguiteci, perché quest’anno #VoxtiStrega.

A cura di Camilla Pelizzoli

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