Dal 9 al 26 novembre, Spazio Banterle

In una metropoli del nostro tempo, concitata e ipermoderna, pagana e selvaggia, corrotta e violenta, un evento inaspettato scatena il disordine e conduce sull’orlo della catastrofe: l’arrivo di Satana, nella persona dell’oscuro alchimista Voland. Un personaggio ambiguo, un Mefisto dei giorni nostri, la cui unica pietà cade sulla vicenda di un drammaturgo fallito – il Maestro – e della sua amata Margherita. L’espediente demoniaco, operato a tutti i livelli della narrazione teatrale, mette l’attore nella posizione di poter dire tutto, facendo dei personaggi non tanto dei tipi psicologici, quanto delle voci totalizzanti, delle macchine di desiderio e di confessione, che l’incontro con Voland rende spaventosamente sincere, costrette a farsi avanti, a parlare, a fare teatro di se stesse.

A partire dal capolavoro di Michail Bulgakov, Il Maestro e Margherita, la riscrittura proposta in questo progetto sposta la vicenda dalla Mosca staliniana alla Milano dei nostri giorni; si concentra sui singoli personaggi e ne dipana la storia e il punto di vista da nuovi angoli prospettici; ne stravolge a tratti il linguaggio alternando prosa, versi e musica, arrivando quasi a trasformare il romanzo bulgakoviano in una drammaturgia epica di matrice brechtiana. Ogni argomento del nostro presente viene portato dentro a questo gioco incrociato di sguardi: l’arte, l’amore, la politica, l’economia, la tecnica, il teatro e la poesia.
Tre spettacoli autonomi, intitolati Voland, Pilato e Gli amanti, compongono un unico mosaico legato da parole e situazioni in continuo riverbero, come una traccia segreta che solo l’insieme e la complessità possono suggerire.

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PREZZI BIGLIETTI

Intero 12,00 euro
Ridotto 7,00 euro (under 35, over 65, convenzionati e studenti di teatro)
Info convenzioni su www.incamminati.it

DOVE ACQUISTARE

Online su www.vivaticket.it
In tutti i punti vendita Vivaticket
Presso Spazio Banterle negli orari di biglietteria (nei giorni di spettacolo): venerdì 18.00-20.30 / sabato 17.00-19.30 / domenica 14.30-16.30

PRENOTAZIONI

Preferibilmente scrivendo una mail a biglietteria@incamminati.it
Lasciando un messaggio telefonico o inviando un sms al numero 3482656879, cui seguirà conferma della prenotazione
I biglietti prenotati e non ancora pagati devono essere ritirati entro mezz’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

CONTATTI

Spazio Banterle (Centro Culturale di Milano – Largo Corsia dei Servi, 4)
M1 (San Babila) – M1, M3 (Duomo)
Bus 54, 60, 61, 73, 84
Tram 15, 23

Con Voland, Paolo Bignamini porta il pubblico di Milano all’omelia di uno strano Demonio, romantico e inquietante.

Cos’è:

“Sapessi com’è strano sentirsi innamorati a Milano”: è la voce in loop di Memo Remigi ad accompagnare il pubblico milanese mentre prende posto tra le file dello Spazio Banterle, coinvolgendolo fin da subito in un clima di confidenza e ambigua simpatia. Voland è il primo capitolo della trilogia teatrale Il Maestro e Margherita, tratto dall’omonimo romanzo e sapientemente rianalizzato dalla drammaturgia di Fabrizio Sinisi seguendo le principali linee narrative: a questo primo spettacolo – che vede interpreti Mario Cei e Federica d’Angelo – seguiranno infatti, nella stagione del Banterle, altri due momenti, Pilato e Gli amanti, tutti per la regia di Paolo Bignamini. In una metropoli del nostro tempo, concitata e ipermoderna, pagana e selvaggia, corrotta e violenta, un evento inaspettato scatena il disordine e conduce sull’orlo della catastrofe: l’arrivo di Satana, nella persona dell’oscuro alchimista Voland.Con una scelta dall’efficacia immediata, il regista decide di spostare la scena dalla fredda Russia sovietica del romanzo di M. Bulgakov alla vivacità del panorama milanese: la storia si fa più vicina, il discorso più diretto.

Com’è:

Potente e minimale: anche la scelta di una scenografia strettamente essenziale – occupata da un’elegante poltrona dalla quale Voland pronuncia la sua diabolica omelia e pochi altri elementi, tutti fondamentali – è evidentemente concepita come aiuto all’intimità e all’ascolto. Fin da subito si coglie la portata immensa della questione, la posta in gioco è altissima: chi dirige la vita umana? Dio esiste? E il diavolo? E cosa comporta la risposta affermativa o negativa a questa domanda? Questo impegnativo impianto d’indagine speculativa, insito già nelle pagine del romanzo e fortemente sottolineato dalla drammaturgia di Sinisi, è ora sorretto nello spettacolo di Bignamini da una solida struttura teatrale. La figura di Voland, magistralmente interpretata da un ottimo Mario Cei, riesce infatti a intessere un rapporto vivo con il pubblico, grazie ad apostrofi e interrogativi brucianti, sfondando la quarta parete che già la vicinanza fisica tra la platea e l’umile palco del Banterle contribuisce ad assottigliare.

Perché vederlo:

Anche laddove la dinamica dialogica tra i molteplici personaggi interpretati dai due attori si fa meno trasparente – complicata dal rapido sovrapporsi dei piani narrativi – la continua oscillazione tra la maschera e il mascherato appare però sostenuta dagli interpreti con piena padronanza: il pubblico è alternativamente coinvolto e distanziato dalla vicenda – con salti dalla prima alla terza persona – così da potersi emozionare, senza tuttavia perdere la distanza che rende possibile un giudizio. Vediamo Margherita, ci coinvolge nella sua solitudine, ma ci ricorda anche che la sua vita non è reale, ma una storia che deve servire a noi. Allora ci guardiamo e vediamo la nostra di solitudine, senza poter fare a meno di desiderare anche noi di ringiovanire con quel magico unguento che toglie ogni maschera e ridona purezza.

Nota a margine:

Certo, per godere e giudicare appieno il lavoro di Bignamini, non possiamo che aspettare con ansia  il debutto dei prossimi capitoli, in scena sempre allo Spazio Banterle: Pilato (dal 23 febbraio all’11 marzo 2018) e Gli amanti (dal 6 al 22 aprile 2018).

A cura di Miriam Gaudio

Drammaturgia: Fabrizio Sinisi
Regia: Paolo Bignamini
Con Mario Cei e Federica D’Angelo
Scene e aiuto regia: Francesca Barattini
Assistente: Gianmarco Bizzarri
Organizzazione e produzione: Carlo Grassi
Consulenza scientifica: Gian Piero Piretto
Progetto: Gabriele Allevi e Paolo Bignamini
Coproduzione: ScenAperta e Teatro de Gli Incamminati / deSidera Teatro Festival

Fotografie: Stefania Micòl Sabrina Ciocca

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