VIVO ALTERNATIVO CHRISTMAS EDITION

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Le canzoni di Natale che la tua famiglia non vorrebbe mai sentire a Natale

a cura di Carlo Giardina

Oh Oh Oh finalmente è Natale. O meglio: finalmente è trascorso il Natale. Come ogni anno, da circa 20 anni, la mia famiglia, parenti annessi, è solita trascorrere il Natale a casa mia. I miei parenti sono composti da: due zie e sei zii, due nonne, un me, mia madre, mio padre, mia sorella, undici cugini e un labrador. Ebbene si. Il 24 dicembre casa mia è completamente satura di persone. Anziani, bambini, animali, anziani che sembrano bambini e viceversa. Una mandria di parenti imbizzarriti pronti a sollevare coperchi di pentoloni fumanti, scartare alluminio da teglie invase da ragù e agghindare ibridi al cioccolato e uranio impoverito con creme dal sapore ignoto. Tutta questa euforia però non è data solo dalla voglia irrefrenabile di ingozzarsi (evitando il più possibile di seguire l’ordine primo-secondo-frutta-dolce) e di aprire regali degni di un quadro iperrealista (mia nonna ha regalato a mio zio uno shampoo per capelli secchi).

Vi è un ingrediente fondamentale. Non parlo della neve, dei presepi viventi o delle luci colorate. Sto parlando delle canzone di Natale. CULTURE LAB – GiardinaJingle Bells, We wish you a Merry Christmas, Santa Claus is coming to town, White Christmas, Silent night. Che Natale sarebbe senza di esse. Dovete sapere che a casa mia tutte queste pietre miliari della musica natalizia sono state spazzate via e gettate nel dimenticatoio grazie a Mariah Carey.

Enuncio solamente il titolo: All I want for Christmas is you. Lo so che state ridendo sotto i baffi. State ridendo perchè da quando, nel lontano 1994, fu lanciato il brano, almeno una volta, in casa vostra, avrete ascoltato, allucinati, questo singolo: uno dei più venduti al mondo. Quel brano mette euforia. Ti svuota il cranio e lo riempie di cappelli di natale, cantanti gospel, panettoni, vinsanto e muschio spray. Agita il tutto e ne vien fuori delirio puro. Quest’anno mi ero rotto le scatole (di regali) di sentire la solita musica. Basta con il solito Jingle Bells classico e cadenzato o con il lento e strappalacrime Silent Night (Astro del Ciel). Volevo qualcosa di forte, sconosciuto, aggressivo. Così tra una tazza di thè e un biscottino allo zenzero (di cui Elio e le storie tese ne sa qualcosa) ho iniziato la ricerca dei 6 brani natalizi (il 7° è giorno di riposo) più trash, irriverenti, dissacranti o semplicemente “Rock” mai stati prodotti. Eccoli qua:

6° posto: arrivano dalle tenebre i Darkness con “Christmas time (Don’t let the bells end)” . Qui di angelica c’è solo la voce del cantante Justin Hawkins e la Gibson Les Paul del fratello Daniel. Campanelle, cori e un caminetto fanno da padroni nel brano. Un consiglio: non fate bere Justin in queste vacanze, esagera e poi sta male.[sz-youtube url=”http://www.youtube.com/watch?v=VQhuoY5h2kE” /]

5°posto: ecco i Blink 182 con “Won’t be home for Christmas”. Mia sorella è riuscita nell’impresa: non è stata a casa per Natale. Il brano racconta la tragicomica storiella di un tizio che proprio il giorno di Natale impazzisce ed inizia ad insultare e picchiare chiunque si avvicini a casa sua. Conseguenza: viene arrestato e dunque non passerà il Natale a casa. Alla fine del brano il protagonista è talmente sfacciato da chiedere il pagamento della cauzione agli ascoltatori. In teoria dovremmo essere tutti più buoni.[sz-youtube url=”http://www.youtube.com/watch?v=sy9_JjLnmZI” /]

4°posto: appare l’anti-Natale per eccellenza. No! Non è Ozzy Osbourne e neanche Marilyn Manson, ma Alice Cooper! Lo zombie glam-rocker propone una cover di “Santa Claus is coming to town” storpiando “Claus” in “Claws”, cioè clave, per enfatizzare la parte cattiva di “Babbo Natale”. In pieno stile Rocky Horror Picture Show, Alice ci propone una cover tipicamente anni 80′. La sua voce cadaverica inquadra il tutto. Quest’anno i brividi non vi verranno solo per il freddo.[sz-youtube url=”http://www.youtube.com/watch?v=tHXwAxx7m0o” /]
Il podio.

3°posto: arrivano Elio e le storie Tese con “Natale allo Zenzero”. Colonna sonora del film di Radio DeeJay “Natale in casa DeeJay”, liberamente tratto da “A Christmas Carol” di Dickens, il brano parla dello zenzero. Non solo dal punto di vista naturale (“è un rizoma usato come upertico; se poi non sai cosa vuol dire upertico, significa che ti fa digerire”) ma anche simbolico (“Re magi di zenzero, stella cometa di zenzero). Una cosa è certa per Elio “lo zenzero ad oggi è il vero fulcro del Natale”. Ironia e comicità pura accompagnata da una strumentazione e qualità musicale fuori dal comune come solo Elio &Co. sanno fare. Orecchiabili, per niente banali, coinvolgenti, magici.[sz-youtube url=”http://www.youtube.com/watch?v=8QTyGXGhNqo” /]

2°posto: si posiziona il punk in persona, Jhonny Rotten e amichetti (Sex Pistols) ci scagliano addosso un Jingle Bells tra i più duri della storia della musica, paragonabile solo all’inno statunitense graffiato dagli artigli infuocati di Jimi Hendrix. La voce arrabbiata e arrugginita di Rotten, accompagnata dal basso spento di Sid Vicious e dalle chitarre distorte e potenti rendono questo brano unicamente ruvido e…natalizio! Buona frattura dei timpani a tutti! [sz-youtube url=”http://www.youtube.com/watch?v=NDU4Z_BBkTA” /]

1°posto: sono venuti a portarci tanti bei regali i Twisted Sister con “Heavy Metal Christmas”. I super metallari, un po’ vecchiotti, mettono da parte parte orecchini e parrucconi freschi di permanente e ci invadono di regali con un brano heavy metal veramente potente. La ballata, che riprende la struttura di una filastrocca, si svolge elencando i più bei regali che un metallaro d.o.c. possa ricevere per Natale.[sz-youtube url=”http://www.youtube.com/watch?v=grwP8QvI1jY” /] Dal tattoo di Ozzy Osbourne agli orecchini con i teschi, passando da 4 shots di Jack Daniel’s, questo brano vince per originalità e melodia. Heavy metal puro. Non vi racconto il momento in cui, durante il cenone, ho avuto la grandiosa idea di interrompere il mantra della Carey con Jingle Bells dei Sex Pistols. Anzi, ve lo racconto. La voce di Rotten inizia a graffiare le pareti e si diffonde nell’aria come il tanfo dello sformatino di verze e salsiccia preparato da qualche parente perverso. All’improvviso il silenzio in tavola. Il sorriso stampato sul mio volto. Il panico tra i commensali. Una voce proviene dal fondo della tavola senza fine: “Levate questo schifo!”. Ok, mea culpa, rieccovi Mariah. All I want for Christmas is you, Rock.

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