VAN GOGH ALIVE @ LA FABBRICA DEL VAPORE

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a cura di Elena Motta

“Vado a vedere una mostra”, è quel che penserete uscendo di casa e andando verso La Fabbrica del Vapore. Dimenticatevelo. O almeno, cambiate il vostro modo di pensare a cosa sia una mostra. Van Gogh Alive è più che altro un’emozione.unnamed (2)23

Immaginate una grande stanza buia, dove le uniche fonti di luce sono opere di Vincent Van Gogh proiettate su grandi tele disposte nello spazio e sul pavimento. Scordate il silenzio delle gallerie dove, più o meno diligentemente, osservate capolavori da lontano. Ecco che non sarete più fermi dinnanzi ad un quadro appeso alla parete, ma, in un certo modo, vi ci siederete sopra, vi camminerete accanto, ne sarete circondati e illuminati.

Arrivi, entri, prendi il biglietto per un viaggio che tra luci, colori e musica ti racconta una storia e ti include in essa. È la storia di Vincent Van Gogh e basta un attimo per sentircisi immersi, per sentirsi parte di altri tempi e altri spazi.

Una passeggiata per le campagne di Nuenen, dove Vincent inizia a dipingere affascinato dal lavoro nei campi e poi di corsa nella Parigi degli impressionisti, nei giardini di Montmartre dove si incontrano innamorati all’ombra di alberi da frutto; poi via di nuovo verso Arles, a spasso per le vie attorno a “La casa gialla” sotto il blu del cielo, per poi quasi mettersi seduti sulla sedia della “Camera da letto” di Van Gogh. Vi ritroverete con i “Girasoli”, quelli che forse almeno una volta avete provato a riprodurre su foglio, proiettati sulla vostra faccia, con i piedi nel “Campo di grano” di Saint-Rémy, quasi foste pronti per la mietitura.

Vedrete volare i corvi nel cielo scuro di Auvers-sur-Oise, passeggerete in una “Notte stellata” e, magari ballando sulle note di Vivaldi, andrete a prendere posto a un tavolino de “La terrazza del caffè la sera”. Quel che emerge da tutto ciò è un Van Gogh nuovo, visto da vicino, tanto vicino quanto la proiezione ad alta definizione di circa 3000 immagini in movimento permette. Quel che viene raccontato, e che con le sue stesse parole l’artista racconta, non è un pittore pazzo e visionario, ma un sognatore, un uomo con la passione per la vita, con il desiderio per il tempo pieno; quell’uomo che “piuttosto che di noia, preferiva morire di passione”.

Tempo pieno è quel che si passa immersi in tutto questo e che è possibile passare fino al 9 marzo a Van Gogh Alive, nelle sale della Fabbrica del Vapore.

Per saperne di più:
vangoghalive.it

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