UNA DOMENICA DA… “INTER”

561

a cura di Giulio Domini

Fossimo al cinema, sotto certi aspetti, la proiezione di questo film dovrebbe essere vietata ai cardiopatici, alle persone con nevrosi e, piu’ in generale, psicologicamente instabili. Questo perchè, quando a sole quattro giornate dalla fine del campionato stai perdendo uno a zero in casa col modestissimo Brescia, con la Roma che ti ha già scavalcato in classifica, rischiando quindi di compromettere concretamente una stagione magica (finita poi comunque peggio di una tragedia greca) e stradominata, o sei affetto da disturbi autolesionistici oppure, semplicemente, nelle tue vene scorre fluido il sangue nero e azzurro che ti tiene incollato davanti alla tv sperando di avere di fianco un altro compare interista, magari medico, pronto a rianimarti, qualora le cose dovessero mettersi male. 14 Aprile 2002, Inter-Brescia.

L’armata nerazzurra guidata dall’integgerrimo comandante argentino Cuper, dopo un inizio arrembante, arranca dietro le Rondinelle, inizia a scricchiolare e dopo il vantaggio del capitano avversario Guardiola, sembra sfaldarsi definitivamente, nonostante il divario tecnico tra le due compagini sia evidente. Inter 0-Brescia 1, assurdo, surreale.-ZCXDm_cATlSbjidFnsHdO5JLE_D_Ebshd4FYGP_oKk Col passare dei minuti, l’inesorabile frenesia del popolo interista inizia a crescere quasi fino a divenire incontrollabile (qualcuno ha già pronto il numero delle emergenze, non si sa mai…). Cuper, accusato sempre di non aver dato un gioco chiaro e lineare a questa corazzata che comunque vanta campioni del calibro di Vieri, Ronaldo e Recoba, prova a mischiare le carte in tavola, si danna nel dare indicazioni, fuma una sigaretta dietro l’altra ma la tattica avversaria del tecnico Mazzone, un 5-4-1 che definire di contenimento è a dir poco un eufemismo, sembra insuperabile, invincibile.

La rabbia e il nervosismo agonistico, con la stanchezza fisica che maledettamente subentra, iniziano a lasciare spazio alla frustrazione e all’amarezza quando al minuto 82, nel muro delle Rondinelle, si apre una crepa. Calori, difensore molto esperto, effettua un retropassaggio scellerato verso il proprio portiere, il numero 9 nerazzurro (un certo Ronaldo, per intenderci), cogliendo l’attimo propizio, si lancia velocissimo verso il portiere avversario bevendoselo come un crodino e calcia verso la porta cogliendo prima il palo(!!!) e scaraventando quindi la sfera in fondo al sacco. San Siro, abituato da sempre a questi scenari, esulta perchè sa che può accadere qualcosa di straordinario.

Lo stadio esplode quando, nemmeno 5 minuti dopo, un’altra fucilata del “Fenomeno” da fuori area centra il bersaglio grosso tramortendo definitivamente il malcapitato Brescia e facendo uscire migliaia di tifosi interisti da un’apnea terribile durata 84 sofferenti e terribili minuti. La “tipica” domenica da Inter insomma, con tanti saluti al meritato riposo settimanale.

Commenti su Facebook