Scrittore, sceneggiatore, regista e drammaturgo, Andrea Camilleri è stato un maestro per tante generazioni e l’addio che gli abbiamo dato è stato motivo di grande commozione. L’autore siciliano è conosciuto soprattutto per l’invenzione di Montalbano, personaggio amato sia sulla carta che sullo schermo che ci ha trascinato e coinvolto nei misteri della bella Sicilia e della cittadina immaginaria di Vigata.

Oggi però vi vogliamo proporre un’opera diversa del grande maestro, scritta per il teatro.

Conversazione su Tiresia è stata rappresentata dallo stesso Camilleri per la prima volta nel 2018 nel Teatro Greco di Siracusa, tuttavia non possiamo considerarla la classica scrittura teatrale divisa atti e scene. Tiresia è un personaggio conosciuto soprattutto grazie all’Edipo re di Sofocle, come l’indovino che svela la verità a Edipo, ma è uscito anche dalla penna di molti altri scrittori con  diverse rappresentazioni.

Ma chi è davvero Tiresia? È questo il “mistero” che il padre del commissario Montalbano vuole risolvere in questo breve soliloquio, in cui a raccontarsi sarà proprio Tiresia in prima persona, cercando di distinguere la sua persona dai personaggi di cui è stato vestito nei secoli dai diversi scrittori da Omero a Orazio, dall’Inferno di Dante alla Terra desolata di Elliot. Un intreccio di identità, in cui si mescola la grande letteratura di secoli, in cui persona e personaggio si intersecano in un affascinante gioco di specchi di cui entra a far parte anche lo stesso Camilleri, nella veste di autore ma anche in quella di personaggio.

Camilleri ci rende partecipi di un mondo poetico e reale, grazie agli accenni di attualità politica con uno stile ironico e satirico unico nel suo genere, ma vuole in particolar modo insegnare che la sua cecità non l’ha mai fermato: lo fa proprio attraverso Tiresia, l’indovino che è stato anche privato della vista.

 

A cura di Chiara Imarisio

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