UN “MUSEO DEI MUSEI” PER EXPO 2015 @ MUSEO DEL NOVECENTO

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A cura di Virginia Battaglini

Come scatenare l’entusiasmo per un luogo che già possiede un notevolissimo effetto magnetico sul pubblico tutto? Una delle strade migliori può senza dubbio essere quella di esaltare la particolarità, puntare sull’unicità e l’eccellenza di ciò che abbiamo a disposizione; questo è inoltre uno dei principi su cui si è basata tutta la concezione di EXPO 2015. Ma come applicare questo ideale ai luoghi della cultura?

Tutti conosciamo il Museo del Novecento: la sua posizione centralissima e la fama di cui gode la straordinaria collezione che ospita lo introducono e precedono in gran parte d’Italia. Se poi aggiungiamo all’equazione un’architettura intrigante, in cui protagonista assoluta è l’accoppiata, ormai inflazionata ma sempre d’impatto, di cemento e vetro, che comprende elementi spettacolari quali un piano panoramico da cui godere di una ravvicinatissima vista sul Duomo ed una scenografica rampa a spirale, è facile intuire i motivi per cui questo museo è considerato uno tra i più attrattivi nel panorama milanese. Personalmente, il mio preferito.

Ma in quanto caricato di aspettative così consistenti, derivanti appunto da ciascuna delle sue principali caratteristiche, ma soprattutto dalle circa quattrocento grandi opere distribuite secondo un percorso espositivo fresco e dinamico, esso deve costantemente mantenersi al passo con le attese di un pubblico sempre più vasto, sempre più critico, ma che soprattutto si appresta a diventare sempre più internazionale nei mesi di EXPO. La soluzione che il Comitato scientifico Museo del Novecento ha avanzato per celebrare la grandezza artistica italiana del secolo scorso, è il progetto di una rassegna che ne esibisca gli esempi più significativi, i quali andranno a collocarsi tra le opere regolarmente esposte nelle sale del palazzo dell’Arengario, in un’ottica di confronto che già è stata fatta propria nell’allestire la mostra appena conclusa su Klein e Fontana.

“Il museo ideale: capolavori dai musei italiani del XX secolo e dalla collezione Acacia”, o se vogliamo, più immediato e d’effetto, “Il Museo dei Musei”, è il titolo di questa ambiziosa proposta che prenderà il via il 14 maggio e che vedrà dunque modificarsi il normale percorso espositivo, integrato e rivisitato dall’aggiunta di opere diverse rispetto a quelle che siamo abituati ad osservare nei vari ambienti; dipinti, sculture e installazioni di vario genere, provenienti dalle più importanti istituzioni museali italiane (tra le quali ad esempio Mart di Rovereto, Mambo di Bologna), arricchiranno l’itinerario grazie all’allestimento dell’architetto Paolo Giacomazzi.

Per sei mesi (fino al 15 settembre), il Museo del Novecento si trasformerà in un “museo ideale”, perfetto, una summa delle opere simbolo del periodo artistico che dalle Avanguardie procederà fino ai giorni nostri, grazie a dieci opere recenti donate dall’Associazione Collezionisti di Arte Contemporanea Acacia per l’occasione.

Dimenticando per un attimo le polemiche che stanno accompagnando gli ultimi mesi di preparativi, l’Esposizione Universale si dimostra, ancora una volta, motore di iniziative valide e presupposto per creare qualcosa di diverso e stimolante, orientato a celebrare quella che noi italiani, tanto abituati ad averla sott’occhio in ogni momento da non notarla neanche più, dimentichiamo essere una delle vere eccellenze del nostro paese. Cibo buono e sano, ottimo vino, moda, si. E arte.

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