LA-MI-RE-MI sono i quattro accordi più amati da chi intraprende la carriera da chitarrista (e anche per chi vuole soltanto strimpellare in modo amatoriale). Si sa, La canzone del sole è un must per chiunque abbia una chitarra in mano e basta intonare le prime due parole per essere seguiti a squarciagola da tutti. Esiste davvero qualcuno che non ne conosce il testo? Lucio Battisti, con la sua musica, ha saputo rendersi immortale e senza tempo. Il 29 settembre, 50 anni dopo l’uscita dell’omonima canzone, le bacheche di Facebook e l’internet trasbordano di foto e video del cantante. Più dell’anniversario di Lady D.

In occasione dell’anniversario, Sony Music ha lanciato “Lucio Battisti Masters”: la rimasterizzazione di 60 brani dell’artista, tratti direttamente dalle registrazioni analogiche originali e portati alla risoluzione 192 kHz/24bit, disponibili in tre diverse versioni – in vinile e compact disc.

lucio battisti 3

Durante la conferenza stampa per il lancio – alla presenza di Geoff Westley, Gaetano Ria, Franz Di Cioccio e Alberto Radius – Stefano Patara ha raccontato che il recupero è partito dai nastri magnetici originali (non multitraccia ma già mixati), riscaldati in un apposito forno per sciogliere la colla tra i diversi strati e rendere fruibile il nastro, poi è seguito un lavoro di grande pulizia e quindi una nuova digitalizzazione ad 192 KHz e 24 bit.

I quattro ospiti e amici di Battisti hanno raccontato aneddoti sulla figura del cantante, sottolineando sempre la sua caratteristica fondamentale con cui approcciava alla sua musica: essere produttore di se stesso.
«Gaetano, io penso alla musica, tu pensa ai suoni» è la frase che Battisti disse a Gaetano Ria durante il periodo che larvorarono insieme.
«Lucio aveva in testa un suono, un disegno, una sua organizzazione: girava con la chitarra e voleva intervenire nella discussione con noi musicisti. Aveva un grande feeling con lo studio, con le tecnologie, per quanto arretrate, del tempo», ricorda Franz Di Cioccio.
«Gli si riconosceva un formidabile intuito. E, detto nella più positiva delle accezioni, era un perfetto ladro di idee, nel senso che qualsiasi cosa ascoltasse, poteva farla sua con una bella fantasia. Una fantastica spugna», racconta Alberto Radius.

lucio battisti 2

Battisti era un musicista sui generis, uno sperimentatore che si lasciava trasportare dai momenti e dalle sensazioni: spesso teneva nelle registrazioni, errori casuali che, però, secondo lui avevano reso migliore il brano. Ogni brano rappresentava e, tutt’ora, rappresenta un’emozione. E non è certo un caso che dopo cinquant’anni, indipendentemente dall’età e dalle rughe, ancora ci si perde dentro le sue canzoni.

A cura di Stefania Fausto

Commenti su Facebook
SHARE