#U30: ROBERTA MADDALENA

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A cura di Noemi Sudati

Questa volta parleremo dell’incontro con Roberta Maddalena. Abbiamo avuto il piacere conversare con lei sul suo lavoro e sull’opera che ha realizzato per lo Spazio Papel. Ecco la sua intervista.

 Come ti sei avvicinata al mondo dell’illustrazione?

Nel 2007 stavo lavorando come grafica e ho deciso che avrei lavorato disegnando e dopo una settimana mi è arrivata una telefonata di lavoro di questo tipo. Ho voluto cambiare perché ho studiato cose che non erano nei miei interessi per volere dei miei genitori. Poi sono tornata sui miei passi e ho fatto in modo di realizzarli.

 Quali sono le tue fonti di ispirazione?

La musica, la danza contemporanea, la fotografia e il mondo naturale. Per quanto riguarda la musica in questo momento ascolto molto musica classica ed elettronica. Gli Zero Seven o Mozart. Sono molto strani messi vicino ma creano un effetto molto efficace. L’arte in generale è una fonte di ispirazione, ma sicuramente Joseph Beuys è un maestro per me. Della fotografia mi interessa come lavora con la luce e come lavora con l’immaginario partendo dal reale. È la fotografia senza post-produzione che riesce a creare mondi onirici. Tutti i miei disegni si ispirano al mondo naturale, la mia natura ci si avvicina, ma rappresenta qualcos’altro. Coloro che si avvicinano alle mie opere pensano di vedere una cosa e invece stanno guardando qualcos’altro. Le mie opere vogliono parlare molto dell’essere umano anche se non lo rappresentano direttamente

Lavori su formati molto grandi. Perché?

Lavoro sul segno in relazione al movimento, con l’inchiostro su carta utilizzando tutto il corpo per realizzare i movimenti. Lo spettatore quando vede un disegno grande è come se ci si tuffasse e mi piace tanto.

L’opera che hai realizzato “Omaggio a Sergio Toppi” è molto particolare, ci vuoi spiegare di che si tratta?

È un omaggio a Sergio Toppi per l’appunto. Lui è uno dei miei pilastri e rappresenta una donna. È stata la prima tavola che ho acquistato e lui per me è un maestro a livello di disegno, di tecnica e di capacità compositiva. Ho voluto omaggiarlo a questo modo visto che questo profilo mi accompagna da anni.

 Stai lavorando ad un nuovo progetto?

Sì, si riapre un corso nel quale insegno a disegnare a chi non è capace. In questo momento è metà del mio cuore e nei prossimi mesi mi dedicherò a quattro corsi differenti pensati per i diversi gradi di apprendimento. Mi piace usare il disegno come ponte di comunicazione tra me e le persone che incontro.

Qual è la prima cosa che dici entrando in classe?

Li guardo tutti e mi faccio raccontare come vanno le cose.

Se dovessi pensare a te stessa tra cinque anni che mi diresti?

Spero di viaggiare, in giro per il mondo. Rispetto ai disegni invece spero di aver trovato nuove strade da percorrere. E forse mi vedo mamma.

Una cosa che ti piacerebbe realizzare?

Mi piacerebbe realizzare scenografie per uno spettacolo teatrale, è da molto tempo che ho questo desiderio.

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