#U30: PRUSSIANI VS ALIENI

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A cura di Noemi Sudati

Abbiamo incontrato Davide e Riccardo, i due autori del fumetto, Prussiani Vs Alieni.

Dove e come è nata questa idea con i baffi?
DAVIDE: È nata dalla mia totale stupidità, mi sono detto: perché non faccio scontrare due delle cose più terribili in natura? E così ho scritto “Prussiani VS Alieni“.
RICCARDO: È nata dal fatto che Davide teme i Prussiani dall’infanzia. Abbiamo usato loro come protagonisti e visto che Prussiani = Baffi allora abbiamo pensato che i baffi ci volevano.

Presumo che un titolo così particolare presenti subito i protagonisti del vostra storia, diteci qualcosa in più (senza spoiler, mi raccomando).
DAVIDE: È una storia che parla di una battaglia per la riconquista di un diritto che dovrebbe essere dato per scontato, ma che spesso non lo è: i cavalli.
RICCARDO: Mah, io attendo la sceneggiatura. So chi sono i protagonisti, ovviament, ma visto che nel primo volume non so se compariranno tutti o meno taccio. Posso dirvi solo che ci saranno tante quote rosa.

I baffi sono una presenza costante nel particolare aspetto dei vostri personaggi, da dove è venuto questo tocco di classe e soprattutto, li hanno anche le donne? E voi li portate proprio come i vostri personaggi?
DAVIDE: Tutti i prussiani avevano i baffi. Anche le donne li avevano, sì. Pare che il detto “Donna baffuta sempre piaciuta” sia un antico adagio prussiano (me lo sono inventato ora). Io non porto baffi per rispetto ai caduti prussiani.
RICCARDO: Abbiamo studiato per le donne dei baffi finti da portare altrimenti non possono essere forti come gli uomini: in questo fumetto se hai i baffi sei fortissimo.

Avete incontrato difficoltà nel vostro cammino? So che utilizzate un metodo crowdfunding per finanziarvi.
DAVIDE: Abbiam floppato il primo crowdfunding, ma non ci siamo demoralizzati (io in realtà mi sono demoralizzato, ma per fortuna non ero solo e i ragazzi del Coffee Tree Studio hanno risolto tutto facendo partire una nuova campagna di raccolta fondi).
RICCARDO: Le stesse di chiunque in Italia operi nel campo culturale o dell’intrattenimeno. Se un progetto è nuovo, prima deve convincere, a scatola chiusa nessuno compra nulla (o quasi). Col crowdfunding abbiamo in parte scardinato questa abitudine, si tratta di un metodo alternativo e nuovo, con molte potenzialità.

Davide e Riccardo, qual è l’aspetto che vi piace di più del vostro lavoro? Che rispondereste a chi dice che la vostra non è arte?
DAVIDE: A me piace raccontare storie. La cosa che mi piace del mio lavoro è che il linguaggio del fumetto è quello che riesce a codificare meglio il mio modo di narrare. A chi non riconosce il fumetto come arte gli dico BU!!
RICCARDO: Del mio lavoro apprezzo due cose: mi piace e mi pare mi riesca benino. Per chi non lo considera arte rimando a quelli che contemplano per ore l’orinatoio di Duchamp o i barattoli della merda di Manzoni. A volte l’arte è troppo impegnativa.

Se vi dicessi che domani potete rinascere in un personaggio dei vostri fumetti, quale scegliereste e perché?
DAVIDE: Dio così non esisterei.
RICCARDO: Rorschac di Watchmen. Nonostante il suo destino è un personaggio sempre fedele a sé stesso fino alla fine.

Una citazione del fumetto che un vostro fan deve assolutamente sapere?
DAVIDE: Che uno dei personaggi ha la faccia di Davide Mengacci.
RICCARDO: “Credere, obbedire , IMPOMATARE!”

Come vedete il vostro progetto tra cinque anni?
DAVIDE: Stampato sulla carta.
RICCARDO: …5 anni più vecchio?

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