U30: MARIKA MICHELAZZI / “NIGHTFALL IN MIDDLE ART”

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A cura di Carlotta Fiammenghi e Noemi Sudati

1) Quando hai cominciato la tua attività di disegnatrice?

Ho cominciato a disegnare molto presto (un po’ imitavo mia madre, un po’ lei doveva tenermi a bada in qualche modo), ma solo negli ultimi anni mi sono decisa a fare il “salto”, cioè propormi come disegnatrice. Non c’è mai il momento perfetto per fare le cose quindi… l’ho fatto e basta, non più tardi di quattro anni fa.

2) Che cosa hai studiato, che corsi hai frequentato?

È un giro un po’ contorto: ho sempre voluto disegnare fumetti e personaggi fantasy, mitologici e storici. Ho frequentato il liceo artistico –che vale un po’ come il due di picche in un mazzo di UNO- poi l’Università Statale di Milano dove ho studiato Scienze Storiche, (i primi tre anni, indirizzo “Antico e Medievale”). Mentre ero sotto tesi ho cominciato la scuola di fumetto di Milano. Poi per qualche tempo mi sono “scolasticamente” fermata e ho lavorato a tempo pieno. Attualmente ho ripreso a studiare da qualche mese frequento un corso sul fumetto francese, che finirà tra poco. Il disegno non ha un vero ‘stop’, un momento in cui si passa da studente a artigiano in automatico, né il tempo è uguale per tutti. In qualsiasi momento i due ruoli si possono invertire. Ho ormai finito con lo studio ufficiale, ma continuo di mio a studiare, sia in storia che in disegno, seguendo lezioni on line, ascoltando conferenze, musica e visitando musei e mostre.

3) Che cosa disegni più spesso?

Lavoro e consegne a parte, generalmente pasticcio studi che possono essermi utili. Per me disegno standing stones, i circoli di pietra, divinità, spiriti, animali, boschi, creature fatate di aspetto diversamente gradevole, armi, costumi… rientrano nella bolla ‘temporale’ dell’età preistorica e protostorica, che sono il mio periodo preferito.

4) Che rapporto c’è, o che differenza c’è, fra i disegni che fai su commissione in cui devi “dar vita” alla fantasia di un’altra persona, e i disegni che invece nascono dalla tua fantasia?

Nel mio caso hanno un rapporto di leggibilità. Sia quando mi viene commissionato un disegno che quando lo creo ex novo la mia mira è di realizzare un lavoro che sia leggibile a più persone possibili. La differenza è che nelle commissioni, sia private che pubbliche, ho una persona che mi porta una sua idea dietro cui c’è il suo mondo, e io, che ho il mio mondo, devo cercare di avvicinarmi il più possibile.

5) Come vedi te stessa e la tua attività, il tuo progetto, fra cinque anni?

Siamo in Italia e purtroppo non so nemmeno cosa mi succederà da qui a due mesi! Purtroppo quelli della nostra età stanno collezionando lavori come figurine (‘celo’, manca, manca, manca…), ma “vediamo”, fermo restando che non mi spaventa l’idea di trovarmi a fare tutt’altro. Quello che posso “vedere” da qui a 5 anni è di riuscire a lavorare col disegno con continuità: avere la possibilità di viverci e pagare le mie spese. Vorrei avviare sia alcuni miei progetti a fumetti ma soprattutto prestare le matite a progetti fantastici e storici, soprattutto su luoghi duramente colpiti recentemente come Hatra e Ninive.Vorrei avviare i progetti che ho momentaneamente ‘parcheggiato’ per terminare questo corso con l’aiuto di alcuni amici che possono aiutarmi a curare tutti gli aspetti legati alla lavorazione di un fumetto: internet è una grandissima risorsa che ci permette di leggere ed essere letti in ogni momento e quasi in ogni luogo. Possiamo lavorare e tenerci in contatto anche se siamo in paesi differenti, ed è quello che spero succederà tra 5 anni, in sintesi: poter lavorare disegnando anche da un altro paese.

http://marikamichelazzi.daportfolio.com/

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