#U30: LUMINA

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Vox si sta addentrando sempre più nel mondo del fumetto. Questa volta per voi ha scovato Lùmina, un mondo particolarissimo tra il sci-fi e il fantasy. Vi proponiamo un’intervista ai due creatori del fumetto: Emanuele Tenderini e Linda Cavallini.

1) È un titolo piuttosto enigmatico, com’è nato e qual è il suo significato?

EMANUELE: Lùmina in Rumeno significa “Luce”. La ricerca di un titolo di un certo impatto (la “potenza” del titolo è una variabile importantissima per il successo di un libro, proviamo a pensare, per esempio, alla valenza di un titolo come “Una ballata del mare salato” per il libro di Pratt) è avvenuta in modo stranamente casuale (usando Google traduttore), ma all’interno di una riflessione piuttosto precisa: la volontà di trovare una parola che potesse riassumere la magia e l’emozione di una storia tra il sci-fi e il fantasy. I titoli “ad una parola” sono potenti, evocativi, autorevoli, siamo stati fortunati a centrarlo al “primo colpo”, tanto convinti della sua efficacia, che abbiamo chiamato cosi anche la nostra gattina.

LINDA: Lumina è il nome del pianeta su cui si svolge la nostra storia! È nato molto spontaneamente, proprio all’inizio di qualsiasi ragionamento sul progetto. La parola evoca una sensazione di luce, quindi di aria, di ampiezza, con un accento tecnologico ma organico allo stesso tempo (o forse lo sento solo io?) e, cosa più importante, è molto “orecchiabile” dalla prima volta che lo abbiamo pronunciato ci è sembrato che fosse già scritto nelle nostre menti da tanto tempo, come se avessimo solo dovuto ripeterlo, piuttosto che inventarlo!

2) Dovete convincere un incerto a comprare il vostro fumetto: come riassumereste la trama della storia?

EMANUELE: Lumina è il viaggio di un fratello e sorella, attraverso un mondo sconosciuto, sul pianeta più antico dell’universo.

LINDA: quoto Manu, io non sono brava con i riassunti!

3) Avete scelto la strada del crowdfunding che oggi è una via sempre più utilizzata: quali sono i segreti per convincere a finanziare “a scatola chiusa”?

EMANUELE: Essere onesti, esporsi in prima persona e quindi prendersi le proprie “responsabilità” (e non delegare) e l’educazione. Proprietà queste, se ci pensiamo bene (e in accezione polemica) totalmente opposte a quello che è il modo di fare odierno, di tante realtà imprenditoriali italiane.

LINDA: credo che il successo di un crowdfunding dipenda da infinite variabili, quello che può fare un autore, al di là di qualsiasi strategia, è cercare di trasmettere tutta la sua passione e determinazione nel voler proporre “l’opera” migliore che può produrre, dimostrare tutta la buona volontà. Fare del proprio meglio, sempre. Il crowdfunding, soprattutto per i fumetti, è un meccanismo per cui il pubblico è davvero vicino all’autore, è un percorso da fare fianco a fianco, così non si “compra una scatola chiusa”, si partecipa ad un progetto. Credo che sia esattamente il far percepire questa vicinanza, il segreto.

4) Come è nata la vostra passione per il mondo del fumetto?

EMANUELE: Ovviamente è un’indole che si sviluppa fin dai primi anni di vita. Per alcuni, probabilmente, nasce dalla necessità di raccontare storie, vivere e far vivere emozioni legate a mondi di fantasie e avventure straordinarie, per altri invece dalla necessità di avere il “potere” creativo di realizzare visivamente i propri sogni. Costruire immagini, o costruire storie, raccontare con le une o con le altre, ricercare la potenza del segno, controllare le emozioni del colore, probabilmente gira tutto attorno al nostro ego e alla nostra necessità di alimentarlo.

LINDA: probabilmente i miei genitori hanno ancora, in qualche scatolone in soffitta, i fantastici esempi delle “riviste” che disegnavo per loro quando ero bambina. Ho sempre amato questa forma di comunicazione, non saprei dire perché, nemmeno adesso. Prima di cimentarmi in un progetto serio come Lumina ne ho disegnati, progettati, storyboardati davvero tanti!

5) Come vedete il vostro progetto tra cinque anni?

EMANUELE: lo vedo complesso, articolato, stratificato, mutato radicalmente. Lumina è stato idealizzato con la precisa volontà di scrivere e disegnare una storia strutturalmente semplice e dall’appeal “facilmente digeribile”, nel corso della sua definizione più concreta, però, ci siamo accorti di aver gettato le basi per approfondire di molto il percorso stilistico personale che avevamo iniziato da anni. Realizzando le tavole del primo volume ci è stata chiara l’idea che stavamo imparando qualcosa di nuovo, qualcosa che man mano ci portava a credere di dover evolvere sempre di più verso una direzione mutevole, svincolata dalla semplice “coerenza”, a favore di una ricerca che ci porti a spingere sempre di più l’acceleratore sull’estetica e sui ritmi del racconto. Il secondo volume sarà radicalmente differente dal primo, non oso immaginare cosa potrà essere un quinto libro e se poi guarderemo all’intera opera nella sua totalità, ci accorgeremo che ciò che avremo raccontato non sarà “solamente” un’avventura, ma una nostra maturazione come persone ma soprattutto come artisti. È questo che voglio raggiungere.

LINDA: : è una domanda difficile, perché ho mille desideri e mille progetti in mente, ognuno molto impegnativo, tanto che so bene che dovrò adattarmi e seguire via via quello che avrà più possibilità di svilupparsi. So che sono risoluta nel dare tutta me stessa per far sì che Lumina possa realizzarsi in più ramificazioni possibile, perché c’è tanto da raccontare, tanto su cui immaginare. Personalmente non mi interessano premi o riconoscimenti “formali”, per me l’importante è arrivare a più pubblico possibile. Quindi se posso sognare, tra cinque anni vedo Lumina come una storia conosciuta in tutto il mondo.

Per maggiori informazioni:

Sito: http://www.worldoflumina.com/en/

Facebook: https://www.facebook.com/worldoflumina?fref=ts

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