#U30: ERNEST EGG

931

A cura di Noemi Sudati

Oggi abbiamo avuto il privilegio di intervistare i creatori di un progetto innovativo e unico nel suo genere: chiamarlo fumetto non sarebbe riduttivo ma sbagliato. Loro sono Francesco Polizzo e Stefano Bosi Fioravanti.

1) Da dove è nata l’ispirazione per questa storia? Di cosa parla?

FRANCESCO: Il progetto molto, ma molto embrionale basato principalmente sull’aspetto visivo (potentissimo) mi venne presentato da Stefano, io ho dato il mio contributo personale sviluppando la storia e unendo alcuni puntini che avevo in mente. La storia tenta di ritrovare il sense of wonder fanciullesco. Ovviamente dobbiamo ancora capire se abbiamo centrato l’obiettivo, ma usiamo i topoi narrativi del viaggio e dell’avventura ottocentesca per raggiungere questo scopo. La storia parla di come noi vediamo il mondo, sollevandolo dalla patina di bruttura che a sentire i media, è la realtà nella quale viviamo. Lo ripetiamo da tempo “guardare il mondo con occhi diversi”.

STEFANO: L’idea nacque quando io ed un mio collega ci imbattemmo in un vecchio libro illustrato. Aveva una splendida copertina in similpelle e tutta l’aria di essere vissuto. Insomma, un bell’oggetto. La delusione provocata dagli interni ci fece venire voglia di fare qualcosa di diverso e “nostro”.  In quel periodo facevo il grafico per una grande azienda e avevo la necessità di lavorare a qualcosa che non avesse rigide gabbie e impostazioni troppo statiche. Conobbi Francesco e nacque Ernest Egg.

2) I vostri sono personaggi particolari, da dove avete preso l’ispirazione per disegnarli? E i baffi, che ruolo hanno in questa vicenda?

FRANCESCO: Stefano risponderà a questa domanda meglio del sottoscritto che è troppo preso a farsi crescere i baffi… e anche i capelli.

STEFANO: Moltissimi punti di riferimento. Una delle cose (a mio parere) più giuste che mi abbiano mai insegnato è stata: bisogna avere migliaia di riferimenti per capire veramente quale strada percorrere ed evitare di somigliare a qualcuno. Ecco, sulla base di questo insegnamento, ho costruito la mia figura professionale. Se dovessi sbilanciarmi e citare dei nomi direi sicuramente:  Mcbess, Dulk, Joe Sorren e Roger Olmos (ho sempre amato gli arti disarticolati che “flappano a casaccio”). Se penso all’impatto visivo, sicuramente dico Shaun Tan, alla forza comunicativa di The Arrival e alla grandezza di The lost things. Baffi, barbe, acconciature, pellicce e tatuaggi sono le fondamenta “visive” del progetto. Danno vita alla moltitudine di forme e colori che popolano il nostro immaginario. E poi, scusate, senza tutta questa peluria non esisterebbe la Royal Pomade! Ma dico, stiamo scherzando? Sarebbe inaccettabile!

3) Questo è un progetto un po’ fuori dai ranghi, so che uscirà in cartaceo, ma anche in forme un po’ inusuali e diverse tra loro, diteci qualcosa di più. Da dove nasce questa idea così diversa?

FRANCESCO: Siamo partiti con una idea precisa, legata al concetto di libro illustrato, quindi un’edizione cartacea. In breve tempo è però mutata in un’esplosione di idee: abbiamo pensato a una versione digitale del libro, ma anche a quella digitale e interattiva. Abbiamo iniziato a fantasticare su un gioco da tavolo e, soprattutto, abbiamo deciso di dar corso all’idea dell’animazione! La cosa fantastica è stata che queste piccole, buone idee, sono destinate a “esplodere” proprio come  fossero un MOGWAI di nome Gizmo, e nel momento in cui le abbiamo accennate al pubblico hanno generato una risposta immediata e diretta. È stato davvero fantastico, e per noi molto importante. È stato il pubblico a indicarci, fin dai primi giorni della campagna crowdfunding su Indiegogo, la via dello stop motion, cosa che ovviamente avevamo sognato, e iniziato a prendere seriamente in considerazione, ma non con questa velocità! È stata una richiesta comune e condivisa dal pubblico, un incoraggiamento davvero speciale. Oltre al pubblico sono poi arrivati: Michael Klubertanz, il compositore per la colonna sonora, Giobbe Covatta che donerà la voce al Capitano A.Bach e Claudio Di Biagio, regista per noi fondamentale con l’apporto della sua visionarietà in totale armonia con il progetto.

Insomma siamo qui, siamo pronti per il viaggio e stiamo impostando, anzi impastando, il lavoro sapendo che abbiamo diverse vie da seguire. Una sfida che noi abbiamo prontamente accettato. Ernest vuole occupare ogni singolo media, sappiatelo.

STEFANO: Nasce come libro illustrato ma, grazie alla quantità enorme di possibilità offerte dal mercato (e all’interesse sempre crescente del pubblico), viene declinato praticamente subito all’audiovisivo. In mente abbiamo moltissime cose e, col tempo, “passo a passo” le realizzeremo tutte. Ne avremo per molto tempo, Francesco non vi ha svelato tutti i segreti!

4) Quali sono le prime cinque parole che vi vengono in mente per descrivere il vostro Ernest Egg?

FRANCESCO: Originale, divertente, avventuroso, giocoso e un poco presuntuoso.

STEFANO: Direi: “originale, divertente, avventuroso, giocoso e un poco presuntuoso”, citando Francesco Polizzo.

5) Stefano e Francesco, qual è il personaggio del libro illustrato nel quale vi immedesimate di più e perché?

FRANCESCO: Direi Ernest, e sarei banale, ma per certe affinità musicali, sicuramente BeatMonkey, il cuoco beatboxer.

STEFANO: C’è un poco di Ernest in tutti noi. Rappresenta i sogni mai realizzati, le fantasie, i desideri. In contrapposizione abbiamo un protagonista leggero, spesso impreparato, goffo. Una figura che ricorda Don Chisciotte nella sua genuina follia libera e giocosa, capace di sognare senza paura e di rendere realtà la fantasia.

6) Da quanto siete nel mondo l’editoria illustrata o del fumetto, e come ci siete entrati? È un mondo difficile in cui rimanere?

FRANCESCO: non so ancora se sono entrato nel mondo del fumetto, ma da qualche anno continuo a macinare storie, sia sul web, principalmente su Verticalismi.it, sia in versione cartacea per alcuni editori con personaggi originali ma anche di altri.

STEFANO: Vengo dal mondo della grafica e dell’illustrazione. Mondi in cui sarebbe meglio non entrare …

7) C’è un artista che ha ispirato ognuno di voi in modo particolare nel vostro percorso?

FRANCESCO: sono davvero tanti gli autori, provenienti dai più disparati campi artistici che mi hanno guidato nel mio percorso artistico (ma davvero ho scritto questa cosa?).

STEFANO: Principalmente tutti coloro con cui ho avuto il piacere di parlare di persona. E sono parecchi.

8) Una citazione dal mondo di Ernest Egg che un vostro potenziale fan non può non sapere?

FRANCESCO: AGEVOLARE, è il verbo della condivisione e per Ernest è quasi un mantra.

STEFANO: Tum, tum. Cit. BeatMonkey

9) Quando sarà pronto il vostro libro illustrato?

FRANCESCO: Il libro illustrato e tutto il materiale preventivato dalla campagna crowdfunding sarà disponibile a partire da Giugno, come da programma inizieremo le spedizioni da quel mese: Giugno…di questo prossimo millennio. Oltre a questo stiamo lavorando in parallelo a un pilot, girato e animato in stop motion che contiamo di mostrare al pubblico sempre nello stesso periodo: sarà un’estate molto calda. E qui mi fermo, per ora, non è che possiamo svelarvi tutto subito e in questo modo.

STEFANO: As soon as possibile. Come sono poco pleonastico! Pleonastico, che bella parola!

10) Come vedete il vostro progetto tra cinque anni?

FRANCESCO: Decisamente e sinceramente? a Hollywood! come dissi anche durante un colloquio di lavoro qualche secolo fa mi immagino già a ritirare l’Oscar per la migliore sceneggiatura (e qui potete capire perché indosso sempre una camicia bianca con le braccia intrecciate).

STEFANO: Lo vediamo un po’ ovunque. Idee: le abbiamo. Voglia di realizzarle: l’abbiamo. Pazienza di vederle realizzate: manca.

 

Commenti su Facebook