#U30: BYKE

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A cura di Stefania Fausto

Abbiamo incontrato Pietro, Francesco e Liana, fondatori di un’app chiamata “Byke”. Si tratta ancora di una versione Beta ma dal prossimo mese sarà disponibile su app store.

1911896_10206158293146601_537764273063692892_nCome nasce “Byke” e in cosa consiste?
Byke è un’app per smartphone che permette di far incontrare coloro che vogliono scivolare nel traffico evitando taxi e mezzi pubblici inefficienti con i Bykers che si trovano nelle vicinanze. Chiunque abbia uno scooter e sia in possesso dei giusti requisiti può diventare Byker e offrire questo servizio navetta avendo così la possibilità di arrotondare. Byke non eroga quindi un servizio di trasporto, ma mira a creare una community tra privati per favorire una mobilità smart.

Come è nata l’idea e quali sono stati i passaggi che avete dovuto affrontare per realizzarla?
L’intuizione che ha dato vita a Byke nasce in estremo Oriente e cresce in estremo Occidente. Nel 2013 Francesco e Liana, due dei cofounders, hanno trascorso alcuni mesi a Bangkok scoprendo che il mezzo più efficace inventato dai thailandesi per muoversi in città congestionate dal traffico è il moto­taxi. La successiva esperienza di Francesco in California, dove la mobilità è stata rivoluzionata da startup come Uber, Lyft e Sidecar, li ha convinti che era il momento giusto per creare un team, che ora conta cinque persone, e lavorare su un progetto che unisse i vari input raccolti: era nata Byke, un’idea in cui TIM #WCAP ha creduto sostendola con un grant di 25K e un periodo di incubazione di quattro mesi nell’acceleratore di Roma.

Quali sono le novità e le peculiarità di questa app rispetto alle altre simili già esistenti?
Byke valorizza l’uso dello scooter nei contesti urbani, sfruttando un potenziale inesplorato dalle attuali piattaforme di networking transportation. Inoltre, in un contesto di insufficienza dei mezzi pubblici, Byke fornisce una risposta efficace alla crescente esigenza di mobilità flessibile. In città come Roma e Milano, Byke farà risparmiare molte di quelle cinquecento ore che ogni italiano spreca nel traffico annualmente, migliorando in maniera sensibile la qualità della vita.

Oggi molti ragazzi intraprendono la strada della realizzazione di ogni tipo di app, quali consigli date a chi intende seguire un progetto di questo tipo?
Esistono ormai troppe app, il consiglio che possiamo dare a chi ha un progetto nel cassetto è che per emergere è necessario partire dall’osservazione di esigenze concrete e ancora insoddisfatte in modo da creare delle soluzioni che abbiano valore per gli utenti. Una volta individuato il problema da risolvere, fondamentale è mettere insieme delle persone con competenze diversificate e complementari che abbiano la giusta determinazione per sviluppare al meglio tutti gli aspetti del progetto.

Come immaginate possa evolvere il vostro progetto da qui ai prossimi 5 anni?
Siamo convinti che Byke abbia il potenziale per essere disruptive, ovvero per rivoluzionare il modo in cui le persone si muovono nelle città metropolitane non solo in Italia, ma anche nel resto del mondo, in particolare in Asia, dove la diffusione degli smartphone conoscerà una crescita virale nei prossimi anni. Il nostro obiettivo è creare una community di Bykers che cresca di anno in anno, in modo da offrire un servizio sempre più veloce e capillare.

 

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