TWO CRUDE NERDS: DRAGON AGE INQUISITION

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A cura di Giacomo Azzolina

Genere: GdR
Editore: Electronic Arts
Sviluppatore: Bioware
Data di uscita: 20 Novembre 2014

Quello di cui avevamo bisogno
Immenso, è il primo termine che mi viene in mente quando mi chiedono di descrivere “Dragon Age: Inquisition”.
La casa sviluppatrice, Bioware, impacchetta minuziosamente un GdR con i fiocchi (dimostrando così che i quattro anni impiegati sono stati ben spesi), che contiene tutto quello che i fan della saga e gli appassionati del genere cercano: una trama virtuosa e ben sviluppata, tante missioni e tanti compiti secondari, una mappa grande, ben stratificata e soprattutto varia, personaggi ben caratterizzati.. Potrei stare qui una giornata ad elencarvi tutto!

Dopo lo scivolone del secondo capitolo, Bioware ha voluto farsi perdonare e ha creato questo gioco più consono agli standard qualitativi a cui la software house ci aveva abituato da sempre.
Ci porta in un nuovo mondo, dove una terribile presenza incombe: dei portali si sono aperti, creando una connessione con un’altra dimensione, chiamata l’Oblio e il nostro personaggio scopre di essere il solo ad avere la capacità di chiudere questi portali. Fino a qui la trama potrà anche non sembrare molto originale (qualcuno ha detto Elder Scrolls 4?), ma abbiate pazienza perché ha un sacco di cose da raccontare nelle 60 e passa ore che il gioco richiede per essere completato. Ricordiamoci che alla fine anche Mass Effect (altro grandioso gioco Bioware) all’inizio sembrava una copia di Star Trek e di Star Wars, ma sappiamo tutti com’è andata a finire: è diventata la migliore saga sci-fi di sempre, ma questa è un altra’storia

No, scusa. Ora ho troppe cose da fare
Quando dico che Dragon Age è un gioco vastissimo non è una frase buttata lì a caso: lo è per davvero! Non avrete mai un momento vuoto o in cui non dovrete fare nulla. Tra esplorazioni di grotte e caverne, quest secondarie, luoghi storici da scoprire, portali sparsi per il gioco da chiudere, spie e commilitoni da mandare in guerra secondo una attenta pianificazione, oggetti da cercare e battaglie con le bestie più grosse e svariate che possiate immaginare, il vostro contatore di ore di gioco inizierà a non capirci più nulla.
Un piccolo esempio per chiarirvi le idee: quando sono arrivato all’inizio della seconda quest della trama principale, ho dato un’occhiata alle impostazioni e alle ore di gioco ed ero già arrivato a 17 ore! Considerando che la trama non parte prima delle 30 ore di gioco, potete immaginare quanto io sia rimasto sconvolto.

Tecniche perfette (quasi)
Per quel che riguarda il gameplay, Bioware crea un sistema di equilibri capace di soddisfare anche i più puristi del genere perché Dragon Age ci spinge, soprattutto a difficoltà più elevate, di adottare un approccio sempre più tattico e studiato, organizzando al meglio ogni abilità del personaggio e del party dosando con cura l’uso degli attacchi e delle magie, perché anche il nemico più semplice può dare del filo da torcere se affrontato con superficialità dato che la tattica dei nemici è gestita da una grandissima intelligenza che tiene sempre altro il grado di sfida.
L’unica pecca da me riscontrata riguarda l’uso dell’engine. Il discusso Frostbite, croce e delizia di questa produzione, sia su grandi viste sia in zone al chiuso mostra ambienti ricchi di dettagli e di texture di pregevole fattura, ma pecca di ottimizzazione e si sente che è ancora un’engine davvero pesante da gestire.

Commento finale:
PRO:
vario e sconfinato
tattico e intelligente
mondo di gioco da cartolina
trama coinvolgente
CONTRO:
engine traballante e non sempre al top
alcune animazioni da rivedere (i cavalli sono agghiaccianti)
VOTO: 9+

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