Totti, la tartaruga e il coniglio

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Che dire del caso Totti-Spalletti?

Pagato dei milioni/ non segna neanche tanto/ ma sbaglia a porta vuota/ di Roma il grande vanto./ Mazziata nella coppa/ a Roma Capitale/ c’è pure un capitano/ che ha vinto anche un Mondiale…

– “Pff, troppo facile” o è da campioni o da sboroni. Va bene, la Roma ha rifilato comunque al Palermo in crisi un gol per ogni allenatore cacciato, ma l’errore sottoporta di Edin Dzeko ha del clamoroso. La porta è vuota e lo statuario bosniaco mette il pallone a fil di palo con una giocata d’altri tempi, roba che dalle belle parole della curva si è aperta una crepa nella cupola di San Pietro. La media di un gol ogni 800mila euro di stipendio non è malaccio, dai.

– I capitani non ammainano la bandiera, bisogna abbatterli a cannonate. Chiunque abbia seguito un minimo le vicende calcistiche degli ultimi anni sa che i grandi fedelissimi non lasciano mai facilmente il proprio trono. In settimana infatti pare (pare…) che un umano di nome Spallotti, Spilletti o qualcosa del genere abbia osato infangare il nome del divino e incommensurabile Francesco Totti, a cui post mortem verrà intitolato il Pantheon.

Già, ma sua maestà, che inizia a subire il pregevole declino della regale anzianità, a giugno verrà probabilmente lasciata libera di volare verso altri lidi e altre piagge, come avrebbe cantato Omero.

– La mossa della tartaruga è sempre la migliore con quelli forti. La vita insegna che se si stuzzica con un legnetto un esserino gusciomunito, inizialmente farà finta di niente, poi, quando si prende confidenza, con uno scatto del collo il rettile staccherà bastoncino, dita e braccio fino alla clavicola del molestatore.

Dopo Juve-Bayern, ma soprattutto Milan-Napoli giungiamo alla conclusione che Milano e Torino pullulino di stagni con tartarughe da cui trarre ispirazione. Il Milan subisce un assedio che neanche Venezia con Napoleone ma porta a casa un punto. La Juve regala armi, corazza ed elmo ai teutoni, subisce e alla fine ne esce a pugni stile Bud Spencer, pareggiando. Yeah.

– Ma la tartaruga non si associa solo al calcio. Sono infatti iniziati a Barcellona i test di Formula Uno prima dell’inizio del Mondiale. I della classe vanno abbastanza forte, tutti tranne lui. Fernando Alonso. L’uomo capace, dopo stagioni su carrette a motore, di uscirsene con “ho lasciato la Ferrari perché ero stufo di arrivare secondo”.

Ora secondo non è, almeno non guardando la classifica partendo dal più veloce. Fernandone, stanco e frustrato, ha minacciato di ritirarsi se nei test la macchina non migliora. Se può aiutare, le tartarughe corrono veloce se spruzzate con l’acqua.

A cura di Stefano Francescato

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