Se non siete stati al concerto di Tommy Cash avete commesso un grave errore.

Venerdì 22 febbraio il Circolo Magnolia ci ha portato direttamente dall’Estonia un ragazzo che di eccentricità se ne intende. Tommy Cash ci presenta, in sole due date italiane (Milano e Roma), il suo album dal gusto futuristico: YES.

La serata fin dall’inizio si è preannunciata fuori dagli schemi è infatti Pippo Sowlo, “lol rapper” romano, ad aprire il live. Chi già lo conosceva ha avuto il piacere di poter ballare sotto le note del suo politically uncorrect, chi invece ha avuto modo di conoscerlo al Magnolia, se inizialmente ha accennato una smorfia è stato poi conquistato dalla hit “Condorello” eseguita assieme ad uno inaspettato Matteo Corradini (del collettivo The Pills).

Segue finalmente il turno del rapper estone che apre la sua performance con il brano “Who” dei Modeselektor (lo stesso giorno infatti è uscito il video).

Tommy si esibisce in uno scenario suggestivo: dietro il palco vengono proiettate delle immagini direttamente prese da Caccia e Pesca e PornHub. L’esibizione prevede non solo i nuovi brani di YES, ma anche i più noti “Leave Me Alone”, singolo dai toni depressi, “Pussy Money Weed”, presentato al grido di “quali sono le tre cose che più amiamo?”, “Winaloto” e la twerkante “Little Molly”.
Se pur Tommy Cash sceglie di non cantare tutti i brani del nuovo disco, come ad esempio l’atteso “Cool 3d world”, la performance rimane degna, anzi il rapper arriva a prendere le sembianze di un guru sulle note di “X-Ray“: il nostro motto diventa subito “we don’t give a F, ‘cause we so radical”.
Il live di Tommy Cash è dunque eterogeneo, così come il suo nuovo disco: dal sound cupo di “Vegeterian” al carnevale di “Brazil“, è un percorso musicale unito da un’unica identità eccentrica, stravagante e  con un forte accento dell’est.

Per un concerto del genere, che non ha deluso aspettative, il miglior modo per finire non può che essere un pogo tra il pubblico: così la serata si conclude con i più audaci che si spaccano sotto gli occhi compiaciuti del rapper che si è confermato essere un “real professional rap superstar” (cit.)

A finire in bellezza l’aftershow dei ragazzi di Spiritual Sauna che propongono un sound ricercato perfettamente coerente con Tommy Cash che dell’originalità ne ha fatto un comandamento.

 

A cura di Sara Palumbo

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