Via libera alle note potenti domenica 14 gennaio al Circolo Magnolia. Il parco dell’Idroscalo, avvolto da una fitta coltre di nebbia, ci catapulta direttamente nella copertina dell’ultimo album dei Gazebo Penguins, uscito a marzo dello scorso anno ed intitolato, appunto, “Nebbia”.

gazebo penguins

La band di Correggio, attualmente impegnata nel tour di promozione del disco, ha condiviso il palco della sua data milanese con ZEMAN, Labradors e TIGER! SHIT! TIGER! TIGER!, per un’occasione speciale che ha radunato alcune delle scoperte dell’etichetta indipendente umbra To Lose La Track.

Fondata da Luca Benni nel 2005, To Lose La Track vanta collaborazioni con altri nomi importanti della scena indipendente italiana come Fast Animals and Slow Kids e Fine Before You Came.

Dopo “Legna” del 2011 e “Raudo” del 2013, “Nebbia” esce per la stessa etichetta, con lo stesso stile inconfondibile ma un carattere nuovo e ancor più riflessivo e profondo. Porta con sé un’atmosfera diversa, affascinante e misteriosa. Atmosfera che i Gazebo Penguins rievocano alla perfezione sul palco tra luci offuscate, ritmi scanditi ed il riecheggiare di suoni che si disperdono e si confondono proprio come in una nube di nebbia immaginaria.

Capra e soci salgono sul palco alle 23 in punto, accompagnati dall’attacco energico della prima traccia del disco, “Bismantova”, e fin dal primo accenno di chitarre è impossibile non restare travolti dal pubblico già scatenato.

“Anche se sembra tutto nero, non andare via” urlano a due voci i Gazebo Penguins. Ripercorrono una per una tutte le nove tracce di “Nebbia”, quasi senza interruzioni, come per farci immergere ancora meglio nel quadro che stanno dipingendo. Un paesaggio senza tempo, fatto di colori freddi ed immensi spazi vuoti.
Seguendo il dilatarsi progressivo dei ritmi, riusciamo quasi a sentire davvero l’eco di quella campana lontana, immersa nella foschia, di cui ci racconta il brano che ha dato il titolo al disco.

È facile immedesimarsi in quelle parole, poche ma dense di emozioni. Rivelano un senso di solitudine, paura, smarrimento e confusione, ma anche un profondo bisogno di punti di riferimento.

“Resto solo se resti con me” è la consapevolezza che arriva alla fine di “Pioggia”. La presa di coscienza che quei punti fermi necessari per ritrovare la strada smarrita nella nebbia non sono che gli altri, le stesse persone che a volte ci lasciano soli e disorientati.

Seguono vecchi successi come “Il tram delle sei”, “Difetto”, “Casa dei miei”, “Trasloco” e l’attesissima “Finito il caffè”, brani tratti da “Legna” e “Raudo” che, in questi anni, i fan più affezionati non hanno mai smesso di cantare.
Arriva anche il momento della esplosiva “Nevica”. Sì, i Pinguini sono particolarmente ispirati dal gelo pungente, ma il loro pubblico a questo punto è più caldo che mai.

Il live si chiude con l’intramontabile “Senza di te”, un grido all’unisono a cui nessuno dei presenti può sottrarsi.
A mezzanotte, nel parco del Magnolia, la nebbia si è ormai diradata, ma nelle orecchie che fischiano sembra riecheggiare ancora il suono di quella campana.

A cura di Elena Abbatiello

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