TheGiornalisti @ Alcatraz: completamente tatoni

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Hashtag Loserare: è quello che si legge sulla t-shirt di Tommaso Paradiso a fine concerto, mentre le ultime note di Completamente fanno il loro corso e i coriandoli a forma di cuore cadono sul pavimento dell’Alcatraz. Loserare: “Da “to lose”. “Loser” ovvero “sfigato”. Esempi: “Hai loserato?/Hai fatto lo sfigato?”. Sinonimi: sottonare, fare il sottone. Contrari: diare, winnare.”, come aveva spiegato qualche settimana fa dal suo profilo Facebook, a quelli che confondevano la parola con altre. Loserare: come quando non smetti di chiedere a qualcuno di uscire anche se ti ha risposto male, con un no o proprio non l’ha fatto.

I The Giornalisti arrivano all’Alcatraz dopo I Cani, che ci avevano suonato a febbraio, e prima di Calcutta, che ci suonerà a dicembre (con un Giovanni Truppi in apertura che vi consigliamo di non perdere). Si avvia alla conclusione l’anno della triade romana, un 2016 che ha visto le tre formazioni protagoniste di festival, radio e anche televisioni (e chi se lo dimentica Paradiso a Tikitaka?). Mainstream, Aurora e Completamente Sold Out, brindiamo e cantiamo ai cuori solitari che un po’ ci credono, un po’ no, a cui piace piangersi addosso ma alla fine non stanno mai troppo male.

In apertura Sasha e Joshua, Francesco Mandelli e Federico Russo nei panni colorati e floreali degli Shazami, hanno suonato alcune pietre miliari della malinconia moderna: Goodbye Kiss dei Kasabian e It feels like we only go backwards dei Tame Impala per dirne due, giusto per caricare ancora un po’ i cuori e le corde vocali dei presenti.

Paradiso e la band salgono sul palco sulle note di Fatto di te, e scusa Matilde se questa volta Tommaso saluta Milano e non te. Non c’è più Ricordati di me come intro ai loro live, i tempi e le venue sono cambiati. C’è ancora spazio però per Fuoricampo, l’album del 2014 e dei circoli ARCI, e infatti dopo Alberi e Vieni e cambiami la vita torna a essere cantata Mare Balotelli. È poi tempo di una canzone “che quando è uscita sembrava una cazzata” e invece è Il tuo maglione mio, che forse resta una cazzata, ma una bella cazzata da cantare.

 

Boh. E chi cazzo dorme più. Non è affatto normale ma mi piace. Vado a volare. Buonanotte.

Una foto pubblicata da Tommaso Paradiso (@tommasoparadiso) in data:

È qui che Paradiso fa una pausa e chiede “la sua banina” da concerto, come quando alle elementari si mangiava la frutta e si beveva il succo all’intervallo, e infatti berrà anche quello, poco dopo, ai mirtilli; “quelle cose ho smesso di farle” e non ci si sbronza più, o quasi. Saluta sua madre, che sta da qualche parte dentro quell’Alcatraz pieno di gente, e subito dopo attacca con Proteggi questo tuo ragazzo. Ringrazia Nicola Cani e parte Sold Out, la canzone dei funerali allegri alla Scrubs. È come stare in famiglia.

Nel mezzo tutto l’album nuovo e molto di quello prima: Per lei, La fine dell’estate, Promiscuità (dove come di consueto scende in mezzo al pubblico) e Balla. Il concerto finisce e per terra restano cuori rossi e bicchieri vuoti, poco più su si muovono verso l’uscita gole secche e voci roche. Tutti sorridono, è la vittoria dei tatoni e di chi è felice di loserare.  

A cura di Francesca Bonfanti

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