The Rubbish Truck: The Lady, il “meraviglioso” mondo di Lory Del Santo

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Troppo spesso, quando parliamo di produzioni trash, ci soffermiamo soltanto sul grande e sul piccolo schermo. Ma nell’epoca dei social network, va da sé che i migliori risultati in questo campo si ottengano sopratutto grazie alle web serie visibili sui tanto amati Facebook e YouTube.

È il caso di The Lady, tragicomico capolavoro della showgirl e attrice veronese Lory Del Santo, che ne è regista, produttrice, sceneggiatrice, oltre che fotografa, costumista e truccatrice.

Demolire criticamente e con spocchiosa superiorità intellettuale The Lady sarebbe troppo facile, e forse anche affrettato e superficiale. Nell’analizzare la web serie ci si può addentrare in un pozzo di simpatica ignoranza che rivela molto più di quanto crediamo.

Ma bisogna anche essere sinceri: scrivere della serie è difficile, quasi quanto è com’è difficile vederla. Colpa dell’insensatezza dei dialoghi, spesso accompagnati da termini aulici casuali, o dell’apporto discutibile dei protagonisti, scelti volutamente più per la fisicità imponente che per la formazione attoriale. Per questo, anche chi la guarda si divide, tra chi la considera spazzatura in ogni suo minimo dettaglio e chi invece la considera un vero e proprio fenomeno. Trash, ma pur sempre fenomeno.

The Lady è comunque molto di più di quello che sembra. A prima vista sembra una ciofeca  luccicante di cui ridere con gli amici in chat, un film porno senza le scene porno. Ma bisogna riuscire ad andare oltre alla prima impressione, abbracciare i personaggi vuoti, la scrittura spiazzante e la noncuranza tecnica, e a condividere un episodio a scelta sulla vostra bacheca urlando con disinteresse ed orgoglio “Grazie internet per regalarci tutto questo!”.

Perché in ogni caso, piaccia o non piaccia, The Lady non lascia di certo indifferenti. E, sempre piaccia o non piaccia, ha il merito di esprimere un punto di vista specifico, che è quello della sua factotum Lory Del Santo. A cui va comunque riconosciuto il merito di aver voluto puntare tutto su se stessa e sul proprio sogno.

A cura di Marco Teruzzi

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