The Rubbish Truck: Il ritratto (brutto) di Dorian Gray

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Eccoci ritrovati alla rubrica che vi espone tutte le perle trash e orride del mondo del cinema, da film assurdi a film che potevano dare tanto ma che ci hanno solo disgustato.

Oggi è il turno di Dorian Gray del 2009 diretto da Oliver Parker. Vi parliamo di questo film perchè  questa trasposizione cinematografica del romanzo Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde è veramente veramente orrenda.
Forse il progetto stesso era troppo azzardato, il libro troppo importante per reggere il confronto con la sua versione al cinema.

Il romanzo è un capolavoro del decadentismo inglese di fine ottocento e rappresenta la metafora dell’edonismo di cui si nutriva il grande scrittore dandy.
Rappresenta la consapevolezza del protagonista della caducità della bellezza e della imminente fine di ogni essere umano in quanto corpo fisico e materiale. Ogni cosa naturale ha un suo corso, un processo di cambiamento continuo che non può essere arrestato.

Uno dei romanzi che hanno segnato la storia è stato totalmente distrutto dal regista che lo ha trasformato in un soft porno moderno. Egli stesso ha inoltre affermato che il libro rappresenta uno dei più noti romanzi gothic-horror. Davvero?
Tutto il film è incentrato sulla parte passionale e sessuale del protagonista, tutta la vicenda del libro diviene quindi solo una cornice.
La profonda parte psicologica del romanzo viene totalmente annullata, nemmeno accennata, inoltre l’attore protagonista (Ben Barnes) sembra quasi inespressivo di fronte al ruolo che sta interpretando.

Il romanzo è stato amato da moltissimi proprio per la analisi della psicologia umana che ne viene fatta, tutto ruota intorno all’anima del protagonista, alla corruzione della mente in favore della ricerca del piacere.
Qui invece sembra che abbiamo messo in scena l’ennesimo 50 sfumature di.. a tema Dorian Gray. Un penoso raccontino soft porno che potrebbe forse andare in televisione in seconda serata ma non certo al cinema.
Insomma portare sul grande schermo un romanzo del 1890 di questa portata può essere giustificato solo da una realizzazione spettacolare.

Invece si aspetta più di 110 anni dall’uscita del libro e viene realizzata una cosa simile, forse caro Oliver Parker era meglio lasciare stare o magari cambiare titolo e citare Dorian Gray solo come lontana ispirazione. In questo modo avresti potuto realizzare il tuo film gothic-horror in vena erotica senza essere coperto da tutti di critica così negativa.

a cura di Beatrice Corona

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