The Rubbish Truck: Creep – alla base dello jumpscare

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Bentornati con il consueto appuntamento di Vox dedicato a voi, casalinghe/i amanti del trash! Per questa volta il film della quale andrò a parlare non sarà un agglomerato di schifezze, anzi è stranamente bello.

Scalpitate al sol pensiero di conoscerlo vero? Bene, il film in questione è Creep e no, non c’entrano i Radiohead ne tantomeno il protagonista è Thom Yorke. È un film strano, atipico. Usa il found-footage, che ricordiamo per chi non lo sapesse, è un insieme di registrazioni video amatoriali montate ad-hoc per far credere che sia tutto vissuto in prima persona, in questo caso. Un genere, quello del mockumentary, che sta prendendo sempre più spazio nel cinema: vedi i successi di pubblico come The Blair Witch Project, Paranormal Activity e così via. Inizialmente quando ho letto queste premesse ero molto scettico nel vederlo, poi però c’ha pensato Netflix a convincermi: valutazione 1 stella su 5, cosa desiderare di più?

Passiamo alla trama prima che io mi dilunga in inutili sproloqui, Aaron interpretato dal regista Patrick Brice è un cameraman in crisi economica, cerca lavoro tramite annunci sui giornali e viene contattato, guarda un po’ da un insolito tipo, che abita sulla montagna più sperduta di tutti gli Stati Uniti. Josef, questo strano datore di lavoro, è interpretato da Mark Duplass: e con questo abbiamo finito la presentazione del cast. Torniamo a noi ora, Josef racconta ad Aaron di essere gravemente malato e di aver pochi giorni di vita davanti, vuole che il nostro regista gli dedichi un intero giorno di riprese da lasciare in custodia ad Angela, la moglie, affinché il figlioletto, ancora nella pancia della mamma, veda chi era realmente il padre. E se fossi nella mamma di certo non farei vedere quei video al figlio. Da qui in poi inizia la strana avventura di Aaron e Josef, da un lato lo spaventato e inquieto regista, dall’altro un uomo che forse è così eclettico perché sta morendo.

The Rubbish Truck: Creep – alla base dello jumpscare

Il film gioca molto sugli spaventi improvvisi, come la maggior parte dei mockumentary, però ha un qualcosa di geniale: non c’è il paranormale, non c’è l’horror. C’è la base dello spavento: il BUH! Il nostro amato Josef si diverte a fare il bambino, è questa la forza inquieta che alimenta il film: la nozione di spavento improvviso è ridotta all’osso. Un uomo adulto che sparisce, si nasconde, appare all’improvviso davanti la telecamera e crea un sussulto ad Aaron e a noi, che guardiamo inermi e convinti che a succedere non sia nulla. È un film molto elementare che a pensarci bene sarebbe potuto essere scritto e girato da chiunque. Due attori, una telecamera e una storia semplicissima. Recitato malino e con forse un po’ troppa apatia da parte dell’attore/regista Brice, recitato in modo superbo da Josef, invece. È previsto anche un sequel in uscita per il 2017, diretto sempre da Brice e interpretato nuovamente da Duplass.

È un film da vedere assolutamente, sia per la durata veramente bassa sia perché è un film diverso per passare una serata invernale in compagnia di amici, magari a casa in montagna, dove non prende linea, mentre piove e c’è nebbia così da non poter tornare indietro…

a cura di Ennio Cretella

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