THE RAMONA FLOWERS @ MAGAZZINI GENERALI

602

A cura di Alessandro Melioli

É mercoledì sera di metà novembre a Milano; come potete immaginare, una serata fredda e umida, piuttosto noiosa. Eppure una serata del genere può trasformarsi in una data da segnare sul calendario. Ai Magazzini Generali infatti va in scena il concerto dei Lamb, duo di Manchester composto da Andy Barlow e Lou Rhodes. Genere: musica elettronica. Vincendo la stanchezza e la pigrizia, decido di andare anche io a godermi della buona musica. La mia attenzione tuttavia non è catturata dall’ospite principale, ma dal gruppo che apre il concerto: The Ramona Flowers.
Che senso ha andare ai Magazzini per ascoltare solo sette canzoni di una band sconosciuta quando davanti hai i Lamb, duo storico con una ventennale carriera alle spalle? Semplice, perché sono bravi. A mio avviso, molto bravi. I Ramona Flowers sono una band electro-indie rock, originaria di Bristol, città che ha dato i natali ad altre grandi band del medesimo genere quali Massive Attack e Portishead. All’attivo hanno un solo lavoro: l’album di esordio Dismantle and Rebuild, uscito il 14 Luglio. Producer dell’EP è proprio Andy Barlow, membro dei Lamb, famoso anche per le collaborazioni con Placebo e Damien Rice. Le undici tracce di questo lavoro rappresentano l’apice del percorso creativo del gruppo e si contraddistinguono per una commistione di indie rock ed elettronica, uniti a sonorità e testi che si avvicinano al pop. Non a caso alcuni critici li hanno accostati ai Radiohead e ai Muse e hanno definito il loro rock “stadium-ready”, fatto ovvero di inni e cori che rimangono facilmente impressi nei cuori e nelle orecchie dei fan. Il cantante, nonché frontman, Steve Birds, ricorda molto Bono, per il grande timbro vocale, e Thom Yorke per il falsetto. Numerose sono già le collaborazioni, una su tutte quella con Lou Rhodes in Like a Feather, e i remix: da segnalare la versione deep house di Vulteres di Sam Tropic.2

Un altro punto di forza di questa band è rappresentato dal grande lavoro per i video dei singoli; in particolare, Tokyo ha ottenuto numerosi riconoscimenti a livello internazionale, premiato al Los Angeles Movie Award, al Los Angeles Short Film Festival e al California Short Film Festival di quest’anno. I Ramona Flowers sono perciò una band già molto attiva e piena di progetti, con un avvenire che si spera fecondo di successi. Bastille, Lamb e Kaiser Chiefs li hanno già scelti per aprire i loro concerti; non è certo un caso.

Ho incontrato per la prima volta i Ramona Flowers proprio al concerto dei Kaiser Chiefs di metà ottobre, sempre ai Magazzini. Mi ricordo bene l’incredulità con la quale sono stati accolti dal pubblico, un po’ per ignoranza, un po’ per il nome bizzarro della band. Nonostante fossero totalmente sconosciuti ai più, sono stati in grado di scaldare l’atmosfera con poche canzoni, lasciando la parola alla musica e ad una grande perfomance live. Incuriosito dall’ottimo spettacolo, ho iniziato ad ascoltare Dismantle and Rebuild, godendomi ogni singola traccia e apprezzando la miscela di sonorità; non potevo mancare alla loro seconda perfomance milanese.
Sam James, chitarrista, Dave Betts, tastierista, Wayne Jones, bassista, Ed Gallmore, batterista, capitanati da Steve Birds, voce, si presentano sul palco in perfetto orario, pronti a scaldare l’atmosfera che precede il live dei Lamb. La sala è ancora mezza vuota, ma i ragazzi di Bristol fanno sentire tutto il loro entusiasmo fin dalla prima canzone: Vultures. Questo è uno dei loro pezzi migliori, riconoscibile per l’alternanza tra suoni alti e bassi. Brano interessante, già suonato anche per Vevo Discover. Si continua con Tokyo, traccia d’apertura dell’album, introdotta da suoni elettronici distorti e caratterizzata da una sonorità cupa e grave. Dismantle and Rebuild, brano dal quale è stato tratto il nome dell’EP, e Friends Of Madness seguono a ruota. Lust And Life, canzone calda e semplice, si identifica soprattutto nel falsetto vocale di Steve; il clima tranquillo suscitato da questo brano fa da sfondo al più energico Bass Will Find You, pezzo intenso nel quale si può scorgere una vaga somiglianza con gli U2 (da qui il paragone con Bono di diversi critici). Il gran finale è riservato a Brighter, canzone che rimane nei cuori dei fan per il suo ritornello orecchiabile; questo coro si leva tra il pubblico e accompagna la band fino allo spegnimento delle luci.

3
Una perfomance intensa ma al tempo stesso accorta, con una giusta dose di energia per scaldare il pubblico in vista del live successivo. La bravura dei Ramona Flowers risiede nel riuscire a produrre sensazioni diverse e spesso contrastanti, tuttavia mai in contraddizione tra loro. Tracce più esplosive, le quali ti costringono a ballare, lasciano il posto a canzoni calde e rassicuranti, passando per pezzi più riflessivi e altri più spinti con una forte connotazione elettronica. Le impressioni emerse dopo il primo live sono state confermate da questa secondo concerto, aumentando in me l’attenzione nei loro confronti. Una band nuova, tutta da scoprire. Non posso che invitare ogni appassionato di questo genere di musica ad ascoltarli. Dimenticavo, a seguire suonano i Lamb, ma già li conosciamo. Meglio far parlare la musica dei nuovi che avanzano.

Commenti su Facebook