The paper boy #12: Reboot, Spin-off e tie-in che non s’hanno da fare

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Torniamo come ogni settimana con la rubrica che raccoglie le novità che ruotano attorno al mondo del grande schermo.
Diciamolo senza troppi giri di parole, non vedrete un nuovo Stargate, almeno in un futuro prossimo. É stato cancellato il reboot di Stargate, scelta presa dalla Fox dopo l’insuccesso di Independence Day: Resurgence, costato 165 milioni di dollari incassandone appena 103. Probabilmente questo è stato uno dei motivi che ha portato all’annullamento del classico di fantascienza del 1994, probabilmente le Major non voleva rischiare un altro flop al botteghino.
Queste le parole del produttore Dean Devlin:

Ci è sembrata una buona idea per un paio di mesi. C’erano alcune situazioni che dovevano scattare contemporaneamente, e per un certo momento è sembrato che stesse per accadere. Poi tutto è crollato. La colpa è dell’industria che è interessata solo a numeri e incassi. Questo è uno dei motivi per cui preferisco lavorare in maniera indipendente. Se avessimo fatto Stargate nel modo giusto ai fan sarebbe piaciuto, ma sbagliandolo si rischia di mandare tutto a monte. Io non voglio pensare che finiremmo per rovinarlo, questo è uno dei motivi che mi ha spinto a fare un passo indietro.

Sempre in tema fantascienza, è recente la notizia dell’entrata di Emily Clarke nel cast di Han Solo, lo spin off di Star wars sul leggendario contrabbandiere diretto da Phil Lord e Chris Miller.
Così, la madre dei draghi si aggiunge al cast già ricco del prossimo spin off, dopo Rogue one, dell’universo Star Wars, vi ricordiamo che il film arriverà nelle sale il 25 maggio 2018 e racconterà la storia di un Han interpretato da Alden Ehrenreich.

Passiamo ora ad un altro reboot, questo da più anni fase di produzione senza mai fermarsi, ma in balia di continui abbandoni e problemi di ogni tipo. A detta dell’Hollywood Reporter, infatti, il progetto ha perso la Relativity Media, che ha dichiarato bancarotta in estate, per passare tra le sei mani di Davis Films, Highland Film Group e Electric Shadow. Un trittico per riuscire in quella che è diventata davvero un’impresa, con Corin Hardy apparentemente confermato alla regia e Jason Momoa teoricamente ancora in trattative per il ruolo del protagonista.
Negli ultimi anni, come detto, questo reboot de Il Corvo è andato a incredibili ribaltoni. Bradley Cooper, Luke Evans, Tom Hiddleston e Jack Huston sono stati prima avvicinati e poi allontanati dal progetto, seguito passo passo da James O’Barr, creatore del fumetto originale pubblicato nel 1989.
Speriamo questo sia l’ultimo di mille problemi che questa produzione ha incontrato, anche se della Saga del Corvo non è che se ne senta la mancanza, avendo alle spalle un unico film, il primo, degno di nota.

Un altro intoppo in fase produzione, questa volta per il Tie-In (termine americano per indicare la trasposizione di un’opera, fumetto e videogioco in un film o viceversa) del gioco The Last of Us.
Per un certo periodo di tempo sembrava che lo sviluppo dell’adattamento live-action del famoso videogioco The Last of Us di Naughty Dog stesse avanzando rapidamente. Ci sono state voci che la Maisie Williams della serie tv Il trono di spade e Bruce Campbell fossero candidati ai ruoli principali, con Sam Raimi a bordo per produrre attraverso la sua casa di produzione Ghost House Pictures e co-sceneggiatore con Neil Druckmann di Naughty Dog che ha diretto il videogioco originale.
Poi lo scorso aprile il progetto è entrato in una fase di stallo ma ora sappiamo qualcosa di più sui problemi che il film ha incontrato lungo la strada.
Il sito a intervistato Sam Raimi ad un evento organizzato per il suo thriller Man in the Dark (Don’t Breathe), dove ha aggiunto alcune informazioni sul motivo per cui il film si è bloccato nella fase di sviluppo:

‹Purtroppo uno dei problemi è che quando siamo partiti con Neil e la Ghost House Pictures speravamo di ottenere i diritti come facciamo di solito per ogni progetto, ci piace avere i diritti così che possiamo svilupparlo e venderlo con più libertà. I diritti però sono andati a Sony con cui ho un ottimo rapporto, ma hanno i loro piani per il film e penso che il piano di Neil per il film, non sto cercando di essere diplomatico, il piano di Neil non è quello di Sony. Poiché la mia azienda non ha i diritti, io in realtà non posso aiutarlo. Anche se sono uno dei produttori del film e conosco il modo in cui vuole impostarlo, lui ha venduto i suoi diritti a Sony e Sony mi ha assunto solo come produttore e non riesco ad ottenere la libertà creativa che lui vorrebbe.›

Sperando che un’altra trasposizione cinematografica dal mondo videoludico non venga rovinata, come succede sempre, aspettiamo che Sony e Neil si mettano d’accordo e trovino una soluzione facendo ripartire il progetto.

Per oggi è tutto ragazzi, vi saluto e ci vediamo alla prossima uscita.

a cura di Giacomo Azzolina

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