The Paperboy: compleanni e addii

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Bentornati con The Paperboy, l’appuntamento settimanale che vi svela le ultime novità dal mondo del cinema.

Purtroppo dobbiamo iniziare compiangendo la scomparsa del grande regista Jonathan Demme, morto a 73 anni per cancro all’esofago. Da ormai 7 anni si portava dietro il peso di questa malattia, che l’aveva debilitato nel fisico ma non nel morale, presentandosi alla presentazione del suo ultimo film Dove eravamo rimasti con la solita faccia sorridente e la sua brillantezza d’animo. L’omaggio più grande gli va fatto sicuramente per Il silenzio degli innocenti, film più unico che raro con cui il regista si è giustamente meritato un posto nella storia del cinema. Fu anche un grande appassionato di musica e politica, girando molti documentari su queste sue passioni senza dimostrare nessuna militanza. Ci lascia un uomo cortese e un grande regista, che sicuramente ci mancherà.

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Cambiamo umore e parliamo dell’ormai vicino Festival di Cannes. Pochi giorni fa è stata annunciata un “aggiunta al programma” da parte del comitato del festival, che ha sorpreso un po’ tutti: parteciperà al festival fuori concorso anche Roman Polanski, con il film D’après une histoire vraie. Adattato dall’omonimo romanzo di Delphine de Vigan, racconta la storia di una scrittrice che si trova in difficoltà nel suo ultimo libro e una sua fan sfegatata incomincia a imporsi nella sua vita e nel suo lavoro. Oltre al film di Polanski, il comitato ha annunciato anche la partecipazione in concorso dello svedese Ruben Ostlund con il suo nuovo film The square.
Polanski Paper boy

Concludiamo facendo gli auguri (in ritardo) al grande Daniel Day-Lewis, che arriva alla fatidica soglia dei 60 anni. Un attore difficile da inquadrare come persona ma indistinguibile nei suoi personaggi: infatti, la sua caratteristica è quella di poter essere considerato un artista davvero polivalente. Vincitore di 3 Premi Oscar, ha lavorato con i più grandi esponenti del cinema americano, salvando anche la faccia a Martin Scorsese con la sua interpretazione di Bill il macellaio in Gangs of New York. Una carriera niente male per Daniel, che però da ragazzino aveva il sogno di diventare falegname, o meglio di imparare l’arte di scolpire il legno. Fu scartato per la sua inesperienza, cosa che sicuramente nel campo cinematografico, invece, non gli manca.

A cura di Edoardo Marcuzzi

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