The Handmaid’s Tale: dal 26 aprile su Hulu

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Nolite te bastardes carborundorum

Il Racconto dell’Ancella (The Handmaid’s Tale) è probabilmente il romanzo di Margaret Atwood più famoso, best seller che nei primi mesi della presidenza Trump ha registrato un nuovo picco di vendite. Dal 26 aprile sarà ufficialmente una delle serie tv più discusse dell’anno, di cui si sta già facendo un gran parlare. Pubblicato nel 1985, è quello che siamo soliti definire “romanzo distopico”: una storia ambientata nel futuro, non troppo futuro e non troppo lontano da non sembrarci plausibile, in cui la società sembra essere fondata su regole inaccettabili, crudeli, inumane e che però hanno preso il sopravvento. Sarebbe inflazionato far riferimento a 1984 di Orwell, ma è comunque efficace per  capire di cosa si tratta. C’è anche Mad Max da non dimenticare: ambientazioni apocalittiche e chitarre sputafuoco a parte i punti di contatto sono molti. Poche risorse nelle mani di pochissimi, in un mondo in cui la donna è visto come puro strumento riproduttivo.

Ne “Il Racconto dell’Ancella” la distopia è vista dal punto di vista femminile, il punto di vista di una minoranza oppressa. In un clima mondiale di tensioni, guerre e utilizzo di armi chimiche, negli Stati Uniti un golpe militare porta al potere la Repubblica di Gilead, teocrazia autoritaria che impone una società fondata sull’annullamento dell’indipendenza femminile. Alle donne viene prima vietato di avere un lavoro, poi di compiere acquisti in autonomia: è l’inizio della perdita di libertà. Seguendo la storia di Difred (Offred, in inglese) veniamo a sapere che solo una piccola parte della popolazione femminile è ancora in grado di avere figli, proprio a causa degli attacchi chimici subiti negli anni precedenti.

Viene istituita così la tripartizione in Ancelle, Mogli e Marte: ogni donna ha un preciso ruolo sociale, un compito da eseguire. La simbologia è di stampo biblico (nei Vangeli Marta è sorella di Maria e Lazzaro e si occupa delle faccende domestiche) e tutto è scandito da regole ossessive. Difred, come tutte le altre Ancelle, è affidata a un generale del regime per dargli la sicurezza di un erede. La strumentalizzazione del corpo femminile è un punto cardine del libro della Atwood.

Non è difficile capire perché l’inizio della serie sia così atteso: molti lo vedono come una risposta alla Presidenza Trump (anche se le riprese erano già iniziate all’epoca dell’elezione) e una lancia in supporto a movimenti come la Women March dello scorso gennaio. Hulu sembra aver fatto le cose in grande, a cominciare dal cast: Elisabeth Moss (Mad Men), Alexis Bledel (Gilmore Girls), Samira Wiley (Orange is the New Black) sono alcuni dei nomi più conosciuti al grande pubbico. I trailer usciti finora restituiscono il tono cupo e di terrore che domina il romanzo della Atwood, in un racconto che sembra ancora più drammatico.

A cura di Francesca Bonfanti

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