In una fresca serata di fine giugno, sono tornati a esibirsi al Fabrique di Milano i The 1975. Nota band inglese, con sonorità particolari che spaziano dall’indie rock/pop ( soprattutto nel primo loro omonimo album ) a musiche più anni ’80 ( molto interessante il loro secondo progetto “ i likeitwhenyousleep, for you are so Beautiful yet so unoware of it”.)

Vederli live è sempre un piacere, perché emerge tutto il loro ecletticismo e volontà di fondere la musica con altre realtà. Per ogni canzone viene creata un’atmosfera magica, tra giochi di luci, i due parallelepipedi su cui vengono proiettate varie immagini e fantasie astratte, più i tre rettangoli posti sul soffitto del palcoscenico, loro simbolo che li accompagna da sempre.

Il concerto ha inizio con una delle loro ultime hit, “Love Me” , dove spicca il sound degli anni ’80 egregiamente fuso con suoni più elettronici ed indie dei nostri giorni, segue “Ugh”. Tutto il Fabrique si colora di rosa, e si scalda per una serata piena emozioni.

Il frontman Matt Healy si muove da una parte all’altra del palco, accennando buffe movenze di “danza”, scuotendo più volte la sua riccia chioma e nonostante la stanchezza del loro lungo tour volto quasi al termine conferma le sue qualità vocali per tutto il concerto. Il suo timbro particolare, un po’ nasale e con interessanti sfumature non delude mai.

Passando da luci viola ad arancioni, dove viene suonata una idilliaca e un po’ spaziale “Medice”, si arriva ad uno dei momenti più toccanti del concerto. Il palco si illumina dei colori dell’arcobaleno, inizia “Loving Someone” dove al ritornello tutti cantano quest’inno d’amore senza frontiere e discriminazioni. A fine brano il cantante fa uno shoutout alla comunità LGBT e in generale si sofferma su una linea della canzone “ we are allhumans / siamo tutti umani” dicendo che ogni persona è diversa dall’altra e questo la rende unica ma allo stesso tempo bisogna ricordarsi di condividere gli stessi valori, non discriminando nessuno.

I 1975 sono magnetici, passando da un genere all’altro velocemente, alternando momenti di musica più sperimentale come l’instrumentale “Naked” che ti trasporta in altro mondo, ad hit puramente pop come “Girls”, “Chocolate” fino a romantiche ballad come “Robbers” dove quando parte il riff di chitarra iniziale, arriva dritto al cuore.

Con basso, chitarra, batteria e sax, la band dimostra di essere sempre prontaa sorprendere, senza rinchiudersi in determinati schemi da “etichette discografica”. I momenti più sentimentali del concerto sono segnati dai grandi solo di Sax di John Waug, come in “Falling For You” e “If I BelieveYou” ( dove vi sono sonorità anche quasi un po’ gospel ).

Il concerto termina con “The Sound”, dove tutto il pubblico salta e si diverte. Che dire se non tanti applausi e curiosità per il nuovo disco del quale hanno confermato sia in atto la produzione.

A cura di Giulia Lansarotti

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