Qualche settimana fa abbiamo incontrato, a Porta Venezia, TestaCoda, all’anagrafe Lorenzo, classe 1994.
Il suo ep di debutto, Morire va di moda, ci aveva fatto innamorare, così ci siamo seduti a chiacchierare della musica, dei viaggi del Giappone e di tutto ciò che potrete scoprire solo leggendo questa intervista…

La prima domanda che ti faccio è di descrivermi il tuo progetto come lo descriveresti ad un amico.

Allora diciamo che è un progetto che è partito senza che nemmeno io lo volessi davvero, perché mi hanno convinto Walter ( I Miei Migliori Complimenti) e Alberto (Rokas) a fare della musica ed è venuto un po’ da sé. Così mi sono trovato a strutturare il progetto, a mettere le canzoni in ordine, a dare una trama al racconto, anche se in realtà per caso avevo scritto tutte cose che si accordavano bene l’una con l’altra.
Nell’ep questa casualità mi ha portato a parlare di cose abbastanza personali, senza, credo, rischiare di diventare troppo inaccessibile.

Quando mi dici che hai iniziato per caso cosa intendi? Come si fa a iniziare per caso a far musica?
Praticamente al tempo Alberto (Rokas) stava lavorando al suo album (Nemico del cuore, ndr) e un sacco di tempo fa stavamo parlando della musica che ascoltavo, del fatto che gli piacesse. Così mi ha chiesto di andare in studio con lui ogni tanto. Una sera eravamo sempre noi tre e loro due hanno iniziato a coinvolgermi nel fare una canzone, che poi è diventata Cera, e da lì abbiamo iniziato a fare free style, note vocali..
Insomma fondamentalmente mi hanno convinto loro! Pensa che Bambini e Cera sono due dei primi 3 testi che ho scritto!

E come è nato il tuo Ep?

Sempre un po’ a caso ma più ragionato. Io di solito prima scrivo il testo, poi faccio la melodia e poi trovo il beat su cui cantarlo. I testi sono molto flusso di coscienza ecco.
Facendo, quindi, le canzoni in questo modo mi sono trovato a decidere di dare a tutto un senso. Andando a caso non controlli quello che fai, quindi si basa tutto sul periodo in cui lo fai!

Prima mi hai detto che sei entrato nella musica anche grazie alle cose che ascolti, quindi quale è il tuo background musicale?

Allora devo dire che esploro un po’! Da piccolo ero nel coro delle voci bianche, che potremmo dire essere il mio background vocale.
Dal punto di vista di quello che ascolto ho avuto un periodo alle medie di rap, tipo i freestyle di Fabri Fibra. Dal rap poi c’è stato un momento in cui il rap è diventato un po’ più mainstream e in quel momento ho iniziato ad ascoltare cose un pochino più elettroniche, mi piaceva un sacco la drum & bass e il metalcore. Poi dai 18 anni circa, quando è nata la trap, ho ripreso il rap. Ho sempre cercato cose nuove perché mi stanco in fretta! Fino ad un paio di anni fa andavo spesso su SoundCloud e cercavo quelli con poche views per trovare qualcosa di diverso!
Ero un super fan di Young Thug, di Lil Uzi Vert, Lil Peep o anche XXX Tentacion. Alla fine penso che da queste influenze derivi il fatto che la roba che faccio sia anche un po’ più insolita!

L’ep e quello che farò poi sono molto lo-fi hip hop.

Mentre parlavi tu hai definito il tuo progetto “insolito” e io sono perfettamente d’accordo con te, nel senso che ( e premetto che io non saprei farlo) in un momento in cui in Italia tutto deve avere un’etichetta, tu cosa sei?
Abbiamo provato a cercare definizioni che erano qualcosa di simile a lo-fi indie! Un po’ di rap c’è dentro ma i testi si sente un po’ che sono scritti su quella linea. Rivedo un po’ la scena emo trap.
Alla fine mi sento di dire che i suoni a volte sono indie, anche se io mi distacco fortemente dall’immaginario indie perché non mi fa impazzire e perché alla fine l’estetica dell’indie non mi appartiene molto, forse la mia estetica è un po’ più trap..

Mi hai parlato molto di musica straniera nei tuoi ascolti, di italiano invece?
Mi piace un sacco Ketama126, sia come musica che come personaggio! Mi piace Mecna e anche altri rapper! Ascolto anche roba tipo Coez.

Giochiamo, facciamo finta che io ti abbia messo una playlist a caso e mi dici chi passi e chi ascolti..
Salmo : no, non mi fa impazzire
La 126 in genere, quindi Franco, Ugo Borghetti e via dicendo: sì mi piace
Generic Animal: si lui mi piace un sacco

Con chi collaboreresti della scena italiana e di quella straniera, presente o passato?

Io non sono un grande fan dei feat! Ma posso dirti che ci sono persone con cui mi piacerebbe un sacco collaborare! Mi piacerebbe molto un feat con Tedua di italiano e mi piacerebbe essere prodotto da Arca, perché impazzisco soprattutto per il suo ultimo lavoro.

E sempre parlando di queste possibilità, c’è un palco che tu vorresti calcare?

In realtà a me piacciono tanto le cose più piccole! Mi piace l’idea di fare duecento persone in un posto piccolo, ma quelle duecento persone sanno tutte le canzoni.

So che fare questa domanda è strano, perché le tue canzoni sono poche, ma c’è una tua tua canzone preferita?
Si ma cambia spesso, ora tra le quattro dell’ep è Guerra!

Mi hai detto che stai lavorando a qualcosa di nuovo, dobbiamo aspettarci qualcosa di simile a Morire va di moda?

È più triste, molto più triste… Ma credo ci sia una certa riconoscibilità.

Se tu dovessi associare una città al tuo progetto, quale sarebbe?

Beh ti direi Tokyo, anche perché una di quelle canzoni è stata scritta lì. A me piace quel sound lì! Esistono delle etichette che mi fanno impazzire e penso che io, in quei contesti, non suonerei male!

Ultima domanda: c’è qualcosa che ti chiederesti, che io non ti ho chiesto?
Ne ho un paio, la prima è se è vero che non cucino da mai! È vorrei dire che io sono il re dei surgelati, perché sono il re di spinacine, quattro salti in padella e via dicendo.
La seconda domanda che mi farei, perché me lo chiedo sempre sugli altri, è capire quanta importanza si dà alla propria musica e io do un sacco di importanza alla mia musica e mi sembra anche una cosa importante farlo! Per me tutto quello che dico è super pensato!

 

A cura di Mariarita Colicchio

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