Se c’è una cosa che amo tanto quanto la musica, è sicuramente la letteratura.

Se poi a combinare queste due arti è quella che personalmente considero la miglior penna che il rap italiano abbia visto negli ultimi anni, il risultato non può che essere da dieci e lode.

Ad impugnare tale penna è infatti Alessio Mariani, il professore del rap ai più conosciuto come Murubutu, che a distanza di tre anni da L’uomo che viaggiava nel vento, ci regala il suo terzo concept album, Tenebra è la notte e altri racconti di buio e crepuscoli, una collezione di rap-conti che hanno come fil rouge la notte.

Anche questa volta Murubutu si tira fuori dal calderone – ormai traboccante – della musica scevra di contenuti e declassata a semplice intrattenimento, dimostrando di essere la punta di diamante di quello che è stato definito rap didattico, la cui tela è intessuta di riferimenti storici e letterari, a partire dal titolo stesso dell’album, che parafrasa la celebre opera di Fitzgerald. Ecco quindi il drammatico racconto della condizione di un soldato italiano sul fronte russo durante la Seconda guerra mondiale tratto dal Sergente nella neve di M. Rigoni Stern (Buio), un quadro romantico sull’immensità e la maestosità della natura ispirato a Paesaggio lunare di William Wordsworth (Wordsworth), la febbrile ricerca da parte di un uomo della donna incontrata durante i propri vagabondaggi notturni, proprio come il sognatore dell’omonima opera di Dostoevskij (Le notti bianche), la ricostruzione della strage avvenuta a Parigi ai danni degli Ugonotti nel 1572 (La notte di San Bartolomeo) e la narrazione dell’amore fra Kafka e Milena Jesenka, tanto complesso quanto profondo e testimoniato da un intenso scambio epistolare (Franz e Milena). E solo per citarne alcuni.

Quattordici storie diverse ma con un comune denominatore: la notte, complice e nemica, ora ambientazione e sfondo spazio temporale, ora simbolo ed espediente narrativo attraverso cui Murubutu, come un moderno poeta analogico, racconta la sofferenza e i tormenti dell’essere umano. La notte che impietosa pone l’uomo di fronte a se stesso, costringendolo a spogliarsi di tutte le difese per affrontare i propri demoni più latenti.

Ad accompagnare Murubutu in questo viaggio crepuscolare, ci sono alcuni fra i nomi più importanti del conscious rap italiano (Claver Gold, Caparezza, Mezzosangue, Willie Peyote e Dutch Nazari), nonché due voci femminili (Dia e Daniela Galli), che con il loro contributo hanno impreziosito un disco che già si prospettava essere una perla rara.

Confesso che scrivere di questo album non è stato facile, proprio perché Tenebra è la notte non è un album facile. È un album che vuole e deve essere ascoltato, e non semplicemente sentito, e probabilmente non basterà ascoltarlo una volta per coglierne tutte le sfumature, tutta la complessità lirica e stilistica, tutti i fili letterari manifesti e non che Murubutu muove con una sapienza innata, ma se deciderete di dedicargli tutta l’attenzione che merita, sono sicura che anche voi vi renderete conto che Tenebra è la notte e altri racconti di buio e crepuscoli, è senza dubbio uno degli album più belli che potrete ascoltare nel 2019.

 

A cura di Greta Valicenti

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