TEMPI MODERNI: SOTTOMISSIONE, MUCH ADO ABOUT NOTHING

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A cura di Beatrice Broglio

Autore: Michel Houellebecq

Titolo: Sottomissione

Genere: romanzo

Casa editrice: Bompiani

La parola “Islam” in lingua araba significa “rassegnazione”, “assoluto abbandono in Dio”; quindi, sottomissione. Proprio tale termine è stato scelto come titolo del libro più letto, più bramato, più temuto del 2015: contemporaneamente al vertice delle classifiche di vendita in Francia, Italia e Germania per un totale di circa un milione di copie vendute, Sottomissione, romanzo di Michel Houellebecq, è stato valutato come un caso editoriale più unico che raro. Popolarità, in realtà, non del tutto attribuibile al merito dello stesso Houellebecq.

Oltre alle forti aspettative ante pubblicationem, dovute in parte alla notorietà dell’autore e in parte all’anticipato tema caldo di cui avrebbe trattato il libro (una distopica islamizzazione della Francia), due principali fatti hanno determinato il successo del romanzo: il profetizzare, nel testo, eventi tragici in seguito realmente verificatisi e la concomitanza della data di pubblicazione del libro con quella delle stragi che hanno sconvolto la Francia e il mondo intero nel gennaio 2015.

Soffocato da un clamore mediatico immenso e definito non a buon ragione “scandaloso” e “inaccettabile”, Sottomissione è il romanzo da tutti idealizzato come chiave di volta per comprendere le sfaccettature più severe e integraliste del mondo islamico nonché le cause scatenanti gli attacchi terroristici dell’ISIS; un’ idealizzazione tale da costare a Houellebecq l’accusa di islamofobia, costringendolo a cancellare ogni data del proprio tour promozionale e a vivere sotto scorta.

A lettura conclusa, tuttavia, ogni aspettativa sarà disillusa: non è possibile ritrovare all’interno del romanzo alcuna parola o concetto irrispettoso nei confronti della cultura islamica, non vi sono offese al profeta o tentativi di racchiudere l’essenza della religione mussulmana in stereotipi; Houellebecq non palesa alcuna volontà di ridicolizzare l’Islam e i suoi seguaci. Distopia e fantapolitica si pongono come perni di un romanzo che, se poco coinvolge, ancor meno sorprende.

La figura centrale di Sottomissione è un docente di lettere dell’università di Parigi-III, François: un uomo solo, insoddisfatto e apatico, incapace di tessere qualsiasi tipo di relazione sociale; non ha una donna al suo fianco, ma si bea di occasionali avventure con studentesse che poco o nulla contano nella sua quotidianità. Houellebecq propone un parallelismo continuo tra François e J.K. Huysmans, scrittore francese vissuto tra il XIX e il XX secolo, cui il professore ha dedicato il suo intero percorso di studi e la sua vita; se durante il corso del romanzo questo paragone si pone talvolta come noioso e poco calzante, solo a conclusione del libro si assiste a un’effettiva fusione tra le due figure, connesse da un evento similare: la conversione religiosa.

In una realtà intorpidita e priva di stimoli, il cambiamento si prospetta imminente: nella Francia del 2022, durante le elezioni presidenziali, si assiste alla sconfitta del Front National di Marine Le Pen da parte de i Fratelli Mussulmani guidati dal moderato Ben Abbes.

Nuovi e inaspettati scenari si spalancano, trasformazioni radicali avvengono in ogni campo. “Compromesso” è la nuova parola d’ordine; la quotidianità muta e i cittadini si adattano con semplicità alle nuove regole, senza manifestare il minimo dissenso. La Francia appare da sempre pronta all’islamizzazione.

E’ la sottomissione. L’idea sconvolgente e semplice, mai espressa con tanta forza prima di allora, che il culmine della felicità umana consista nella sottomissione più assoluta”.

 

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